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Innovazione

Moderna, rivoluzione melanoma. “Siamo a un passo dal vaccino”

L’antidoto personalizzato in mRna che riduce recidive e metastasi del tumore della pelle supera la fase 3. In risposta, a Wall Street le azioni della società farmaceutica balzano in apertura al +150%

L'allarme vaccini dilaga: un altro farmaco nella bufera

Per oltre un secolo abbiamo provato a curare il cancro dall’esterno: tagliando, bruciando, «avvelenando» nella speranza di colpire le cellule malate, sperando di non abbattere prima quelle sane. Ma il paradigma ora sta cambiando o per lo meno si aggiunge anche una strada alternativa. Sono anni che Moderna, insieme al suo partner Merck, sta lavorando su un vaccino anti-melanoma e ieri ha portato risultati positivi anche il test della Fase 3 della sperimentazione, l’ultima prima dell’approvazione. Per la prima volta il farmaco non ha il compito di distruggere, ma la biologia diventa un software in grado di insegnare al sistema immunitario come riconoscere e prevenire il ritorno di melanomi.

Quando ieri, alle 15.30 italiane, le campane di Wall Street hanno dato il via agli scambi, il titolo Moderna è scoppiato con un rialzo praticamente verticale, superando istantaneamente il +150%, prima di rallentare al 147,9% (alle ore 19.30 italiane). Una fiammata da decine di miliardi di dollari di capitalizzazione, con il titolo che è passato da valere 62,9 dollari ad azione a quasi 150 dollari. Ma fermarsi solo al numero sul tabellone del Nasdaq significa guardare solo al dito, dimenticandosi della Luna. La Borsa infatti, per una volta, non sta celebrando l’ennesimo balzo speculativo o l’ennesima promessa legata alle nuove tecnologie, ma sta prezzando la fine di un dogma medico.

Già i risultati della fase 2 erano stati rivoluzionari: l’abbinamento del vaccino personalizzato a mRna e l’immunoterapia di riferimento aveva infatti dimostrato di ridurre del 49% il rischio di recidiva o di morte a cinque anni. Forse ancora più significativo è però l’impatto sulle metastasi, dove la probabilità che il tumore si ripresenti crolla del 59%. Percentuali che possono sembrare piccole e ancora lontane dal 100%, ma che in oncologia indicano un progresso enorme, la differenza tra una cura solo provvisoria e la possibilità di ridurre drasticamente la recidiva per le oltre 330mila persone a cui ogni anno viene diagnosticato questo tumore della pelle potenzialmente letale.

«Si tratta del primo annuncio di risultati positivi di Fase 3 per una terapia oncologica basata su mRna», hanno dichiarato Merck e Moderna in un comunicato congiunto. Il vaccino ha infatti raggiunto gli obiettivi chiave dello studio condotto su oltre 1.100 pazienti affetti da melanoma ad alto rischio o in stadio avanzato, i quali erano stati sottoposti a intervento chirurgico per la rimozione completa della massa tumorale.

Ecco perché il +150% di Wall Street rischia persino di essere riduttivo. Le valutazioni stellari sono solo la traduzione monetaria di un fatto biologico straordinario: la medicina potrebbe essere vicina a superare l’era della chimica aggressiva ed entrare in quella dell’informazione su misura. La lotta al melanoma non è più una questione di potenza di fuoco, ma di accuratezza del messaggio. E da oggi, quel messaggio sappiamo finalmente come scriverlo.

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