Pontida si avvicina, l’appuntamento sul «sacro suolo» è fissato per domenica 20 settembre. Il partito è in fermento, lo slogan piace: «Non passa lo straniero». Tra gli organizzatori c’è anche Claudio Durigon, leghista e sottosegretario al lavoro.
Durigon, che risposta state avendo in vista di Pontida?
«Bellissima, che ci serve anche in questo momento e ci dà ancora più spinta per andare avanti. Da Roma partirà un treno speciale: parteciperanno molte più persone rispetto all’anno scorso. E la risposta arriva anche dal Sud. Penso alla Campania, dove abbiamo praticamente raddoppiato i numeri dello scorso anno. Credo sia il segnale molto forte di una Lega unica, solida e presente in tutto il Paese».
Che Pontida sarà? Quella della riconciliazione oppure soltanto una tregua tra Salvini e il fronte del Nord?
«Credo che sarà una Pontida che dovrà rilanciare soprattutto i nostri obiettivi economici, quelli che hanno sempre contraddistinto la Lega e che ci hanno permesso di conquistare sempre più consenso. Sarà una Pontida che parlerà al popolo italiano. La nostra linea è sempre la stessa: dare più forza ai territori e portare a casa risultati concreti per i cittadini».
A quali misure pensa?
«Penso alla rottamazione, alla flat tax fino a 100mila euro, alla flat tax al 5%, le pensioni quota 64 e al taglio del bollo. Misure sulle quali abbiamo lavorato nei mesi scorsi, anche con Salvini. Ci sono le condizioni per dare risposte più forti. Questo governo ha fatto tanto, ha gestito crisi importanti e ha dimostrato grande credibilità sui mercati. Adesso, però, dobbiamo dare ancora più forza all’economia e ai nostri cittadini, che vivono le difficoltà provocate anche dalle guerre che ci sono in giro per il mondo».
Quest’anno a Pontida ci sarà più spazio per i territori e meno per gli ospiti internazionali. È anche un segnale di Salvini a chi ha chiesto maggiore attenzione al Nord e alle realtà locali?
«Non credo che la scelta dipenda da questo. Siamo nell’anno che ci porta verso la legge di Bilancio e verso una stagione elettorale importante. È giusto rimettere al centro i nostri obiettivi e, soprattutto, l’Italia. Non dimenticheremo certamente tutte quelle regole con cui l’Europa continua a mettere lacci al nostro Paese, ma oggi l’obiettivo principale è ridare forza all’Italia. Per questo abbiamo rimesso l’Italia al centro».
C’è qualche timore che sul prato possano esserci contestazioni, magari dal Patto per il Nord?
«Il Patto del Nord è un’associazione che sta fuori dalla Lega. Parliamo anche di fuoriusciti che non hanno più avuto ruoli, perché non sono stati ricandidati o non hanno più ottenuto un seggio. È una situazione esterna al partito. Le critiche, se sono costruttive, sono sempre ben accette, ma devono esserci metodi e modalità compatibili con il rispetto della Lega. Pontida è il luogo giusto per portare idee, non per alimentare polemiche legate a posizioni personali».
Dobbiamo aspettarci annunci particolari da Salvini?
«Credo che sarà sicuramente una Pontida di rilancio. In questi anni abbiamo fatto molte scelte cercando sempre la condivisione con gli alleati di governo, perché volevamo dare risposte concrete. Oggi la situazione è diversa: dobbiamo dare risposte ai cittadini e tornare a fare fino in fondo quello che la Lega ha sempre fatto, cioè combattere per i cittadini. E noi combatteremo».
