Il governo taglia le tasse, cancella il bollo auto e regala agli italiani quei due miliardi che la sinistra giurava fossero un miraggio. Eppure, l’opposizione non brinda, ma si contorce. L’ossessione per Giorgia Meloni è ormai patologia clinica: se il premier toglie, loro - pur di darle contro -, aggiungono. Perfino le tasse. Pur di contestare, si sono scoperti esattori della Repubblica, pronti ad abbracciare il modello Ruffini e le patrimoniali di Avs, trasformando il Pd nella casa occupata da chi, in nome dell’antimelonismo, progetta di scarnificare il ceto medio come una tonnara.
E se serve una prova di questo corto circuito basta tornare a Modena, dove l’attentatore islamico che studiava jihad sul web viene derubricato a problema psichiatrico. È lo schema fisso: la sinistra è talmente ipnotizzata dal desiderio di odiare la Meloni da non vedere la guerra in casa nostra. Finge cecità sulle tasse e finge follia sul terrorismo. Viene da chiedersi: a questo punto, il vero problema psichiatrico non è forse il loro?
