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Accise, lotta su Isee e coperture. La carta del piano energia

I 14 miliardi di flessibilità possibile leva con i gruppi energetici

A mezzanotte scade la proroga di due giorni sullo sconto di 17 centesimi al litro deciso il 4 agosto. Il Governo si riunisce oggi per valutare le contromisure: in arrivo una prima proroga di pochi giorni sulle accise del gasolio fino a settembre, seguita da un intervento mirato a tutela delle fasce pi deboli. - Mercoled“, 26 Agosto , 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse) Midnight marks the end of the two-day extension on the 17-cent-per-liter fuel discount introduced on August 4. The Cabinet meets today to discuss next steps: a initial few-day extension of the diesel excise tax cut through September is expected, followed by targeted measures to support low-income households.- Wednesday, August 26, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

C’è ancora molta polvere nel cantiere verso il nuovo intervento sui carburanti, quello che entrerà in vigore quando l’attuale taglio delle accise finirà il prossimo 5 settembre. Le aree di discussione sono essenzialmente due: le coperture da trovare e quali misure mettere a terra.

Quanto alle prime, c’è la corrente dialogante con i gruppi energetici - capeggiata in primis da Forza Italia e da parti importanti di Fratelli d’Italia - che vuole mettersi al tavolo con i gruppi petroliferi ed energetici per trovare una soluzione di sistema. Il contesto è quello di un’Italia che ha a disposizione oltre 14 miliardi di euro di flessibilità di bilancio per fare investimenti proprio sul comparto energia, una situazione che può creare vantaggi per tutto il settore non si vorrebbe quindi creare un clima da muro e contro muro. Ma bensì proseguire sul solco del «caso Eni», che ha anticipato il pagamento di tasse proprio per dare al governo la liquidità per fare un intervento sui carburanti. Questa, al momento, è la via prediletta rispetto a una misura d’urto sugli extraprofitti, sostenuta in particolare dalla Lega di Matteo Salvini che, a fronte della situazione emergenziale, suggerisce anche la via dello scostamento di bilancio per interventi più «sostanziosi e duraturi» che sarebbe tuttavia la più difficile da prendere anche rispetto all’Europa e all’ambizione governativa di uscire dalla procedura per deficit eccessivo.

Ma al di là del tema risorse, è in corso anche uno scontro ideologico sulle misure. In particolare per quanto riguarda il parametro dell’Isee per circoscrivere le categorie da aiutare. Il Carroccio ha da tempo in corso una battaglia contro l’indicatore utilizzato per concedere bonus e aiuti, perché, per dirla con Claudio Borghi, «lascia sempre fuori il ceto medio». L’indicatore non piace nemmeno a Forza Italia, ma è ritenuta comunque una possibile mediazione per circoscrivere l’impatto della spesa. L’idea complessiva è di proteggere i ceti meno abbienti e le categorie più impattate dai costi del carburante: dagli autostrasportatori agli agricoltori (a proposito, ieri la Ue ha autorizzato 285 milioni di aiuti di stato per i rincari energetici), ma si parla anche delle partite Iva e dei lavoratori dipendenti. Gli strumenti da utilizzare potrebbero essere il credito d’imposta (per alcuni), ma anche dei bonus in busta paga per i dipendenti e i vocher per gli autonomi (come per esempio i tassisti) che devono usare l’auto per il proprio lavoro. Ma la discussione entrerà nel vivo nei prossimi giorni.

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