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Accordo tra Renzi e Berlusconi su legge elettorale, camera delle autonomie e riforma costituzionale

Il sindaco di Firenze annuncia l'accordo col Cavaliere dopo un faccia faccia di oltre due ore

Accordo tra Renzi e Berlusconi su legge elettorale, camera delle autonomie e riforma costituzionale

"Profonda sintonia con Forza Italia", Matteo Renzi lo ripete più volte durante la brevissima conferenza stampa che tiene al Nazareno dopo più di due ore di faccia a faccia con Silvio Berlusconi. "Profonda sintonia su tre temi molto delicati", annuncia il segretario. C'è l'accordo sulla "riforma del titolo quinto della Costituzione con modalità tecniche che saranno presentate nei prossimi giorni. C’è una seconda intesa sulla trasformazione del Senato in camera della autonomie con il paletto che non ci sia una indennità per i senatori e non ci sia la loro elezione diretta e si modifichi il bicameralismo perfetto con l’intesa che il Senato non voti la fiducia al governo". E poi la riforma elettorale: "C’è una profonda sintonia sulla legge elettorale verso un modello che favorisca la governabilità, il bipolarismo e che elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli. Su questo tema abbiamo condiviso l’apertura ad altre forze politiche di scrivere questo testo di legge che per quanto ci riguarda; se nelle prossime ore saranno verificati tutti i dettagli, presenteremo il tutto alla direzione del Pd affinchè voti lunedì alle 16". L'accordo c'è. E i tempi per la messa in pratica, a giudicare dalle premesse, sembrano molto stretti. Un incontro rivoluzionario e storico per i luoghi e i modi, ma soprattutto per le decisioni prese e l'accordo sottoscritto. Lo stesso Renzi nonostante la fretta, ha ripetuto più volte che rischiava di perdere il treno, ha definito "un passo serio e significativo per la governabilità" l'intesa di questa sera.

Poco dopo il termine della conferenza del sindaco anche Silvio Berlusconi, con un comunicato, tira le somme dell'incontro: "Durante il nostro colloquio, pur ribadendo le critiche di Forza Italia all’azione dell’esecutivo, e auspicando di poter al più presto ridare la parola ai cittadini, ho garantito al Segretario Renzi che Forza Italia appoggerà in Parlamento le riforme volte a semplificare l’assetto istituzionale del Paese, e, in particolare, quelle relative alla trasformazione del Senato e alla modifica del Titolo Quinto della Costituzione. Insieme, abbiamo auspicato che tutte le forze politiche possano dare il loro fattivo contributo in Parlamento alla rapida approvazione della legge, che speriamo possa essere largamente condivisa".

A stretto giro di posta arrivano i commenti del mondo della politica. Forza Italia festeggia l'accordo tra Berlusconi e Renzi come una "giornata storica" (Stefania Prestigiacomo), per Daniele Capezzone oggi "Nasce la Terza Repubblica" e per Mariastella Gelmini si tratta di un'intesa "che cambia l'Italia". Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che per Enrico Letta l'incontro tra il Cavaliere e il sindaco "sta andando nella giusta direzione". Per il premier, fanno sapere dal suoi entourage, è prioritario che si arrivi ad una nuova legge elettorale prima delle elezioni europee, insieme alle due prime letture della riforma costituzionale del titolo V e sulla fine del bicameralismo. Angelino Alfano risponde, stizzito, con un tweet: "È inutile che ci inducano, per legge, a tornare all'ovile perchè noi non torniamo indietro! Per noi la scelta è compiuta". Poi, ancora più duro: "La legge elettorale senza di noi non possono farla. Si scordino di farla senza di noi, si scordino di farla contro di noi". Una chiusura netta arriva dal Movimento 5 Stelle per voce del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: "Noi con un condannato in via definitiva non prenderemmo neanche un caffè, figuriamoci cambiare una legge elettorale".

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