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Attacco squadrista a volto coperto contro chi ricorda Acca Larentia. "In 20 contro 4 con i coltelli". Meloni: "Se dissenso è aggressione la democrazia perde"

L'attacco nella notte a Roma mentre gli esponenti del gruppo di destra erano impegnati nell'affissione dei volantini per il ricordo della strage di Acca Larentia. La Russa: "Aggressione inammissibile"

Attacco squadrista a volto coperto contro chi ricorda Acca Larentia. "In 20 contro 4 con i coltelli". Meloni: "Se dissenso è aggressione la democrazia perde"
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Venti contro quattro: un'aggressione squadrista in piena regola è stata compiuta nella notte a Roma contro alcuni ragazzi di Gioventù Nazionale impegnati nell'affissione di manifesti per ricordare la strage di Acca Larentia del 7 gennaio 1948, quando tre militanti del Fronte della Gioventù vennero assassinati, e altri feriti dai Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale, un'organizzazione armata legata all'organizzazione dei Comitati comunisti rivoluzionari. Ogni anno si tiene una commemorazione a Roma che, evidentemente, qualcuno ha provato a far saltare con la strategia del terrore e le intimidazioni. "Abbiamo il dovere di custodire la memoria e di ribadire con chiarezza che la violenza politica, in ogni sua forma, è sempre una sconfitta. Non è mai giustificabile. Non deve mai più tornare. Anche fatti recenti, in Italia e all’estero, ci ricordano quanto a volte possa essere fragile il confine tra confronto e odio, tra parola e violenza. Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre", ha dichiarato il presidente Giorgia Meloni.

A denunciare l'aggressione romana è stato Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale, in quale ha parlato di "una gravissima aggressione a quattro militanti di Gioventù Nazionale Roma, avvenuta questa notte ad opera di un commando di più di 20 professionisti dell'odio politico, muniti di coltelli e persino radio per comunicare senza intercettazioni". I fatti devono ancora essere confermati ma se trovassero riscontro si tratterebbe di una nuova e preoccupante escalation che vede l'impiego di armi per l'intimidazione politica. Almeno una decina di persone che erano nel gruppo era a volto coperto, con spranghe, e potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Le immagini sono ora al vaglio della Digos della Questura di Roma che ha trasmesso una prima informativa in Procura.

"Il manifesto che abbiamo diffuso nella città per l'occasione parla di libertà, ricordo, con l'obiettivo di poter ricordare come figli d'Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame, mentre non si combatteva una guerra ma l'odio politico portava al massacro di chi credeva nelle sue idee", ha proseguito. Nella giornata di oggi sono numerose le iniziative di volantinaggio da Torino a Roma, e non solo, da parte di Gioventù Nazionale per ricordare quella brutta pagina di odio politico, che ha colpito due giovani che, come spiega Todde, erano "completamente sconosciuti a episodi violenti" ma nonostante questo vennero uccisi.

"Oggi, un anno dopo il grande rumore fatto da certa stampa per un pericolo fascismo in Gioventù Nazionale, vogliamo la stessa attenzione per questa storia. Il nostro movimento non si è mai contraddistinto per azioni del genere, mai! Mai in più di 10 anni si è trovato un mostro militante colpevole di un attacco pianificato e violento per ragioni politiche", è la puntualizzazione di Todde davanti alla criminalizzazione dei movimenti di destra da parte della sinistra parlamentare, ma anche mediatica, che invece tace quando ci sono episodi del genere che colpiscono la parte opposta. "Questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni violente registrate ai danni di Gioventù Nazionale. Aspettiamo gli avvoltoi dell'editoria 'illuminata' al varco, se credete nella democrazia parlate anche di questo", è la conclusione della nota.

Al momento da quello schieramento non si è registrata alcuna reazione o condanna all'aggressione mentre è arrivata solidarietà da parte del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha definito quanto accaduto "inammissibile" perché "siamo di fronte a un odio politico di estrema gravità, che condanno con fermezza". Queste aggressioni, ha sottolineato, "non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione". Il gruppo del Campidoglio di di Fratelli d'Italia interviene sul tema: "Episodio di gravità assoluta, che richiama vecchi metodi di odio politico non degni di una Nazione civile. Colpire scientificamente giovani impegnati in un'attività pacifica di memoria e testimonianza è un atto intollerabile, che nulla ha a che vedere con il confronto democratico e che offende i principi fondamentali di libertà, pluralismo e rispetto".

La violenza, di qualunque matrice, "va sempre condannata senza ambiguità. Non possono esserci silenzi, doppi standard o giustificazioni. La memoria e il dibattito delle idee non si combattono con coltelli e aggressioni, ma con la forza della democrazia e con la difesa della libertà di espressione, della sicurezza e della convivenza civile". Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, il senatore Marco Scurria, ha voluto sottolineare che non si tratta di "un episodio casuale, ma un attacco pianificato contro giovani colpevoli solo di voler ricordare chi, come loro, credeva in un’Italia più libera, giusta e coraggiosa. Stavano affiggendo manifesti per il 7 gennaio, per onorare la memoria di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. Ragazzi come loro, figli d’Italia, strappati alla vita dall’odio politico".

Quando avvenuto è "un’aggressione alla libertà, al diritto di esprimere un pensiero, al ricordo. A chi usa i coltelli per far tacere le idee, rispondiamo con la forza della comunità, della democrazia, del coraggio".

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