Francesca Albanese sta pian piano svelando le sue carte e si sta avvicinando alla politica ad ampi passi. Da relatrice speciale dell’Onu per la Palestina a stampella della sinistra il passo è stato abbastanza breve per lei, che ora lancia appelli contro il ddl Antisemitismo di cui si discute alla Camera. Ieri a Roma, ancora una volta, davanti al parlamento si sono presentati i sostenitori dei terroristi islamici con le bandiere di Hezbollah, il che dà la misura di chi, oggi, contrasta un provvedimento che nasce con l’obiettivo di limitare l’avanzata di un sentimento che, dal 2023, ha ripreso vigore in modo esponenziale.
“Mi aspetto che delle forze che si dicono progressiste, anche se su questa cosa ci dovrebbe essere una coesione bipartisan, si schierino compattamente contro e votino no, ma soprattutto io spero che la società civile si mobiliti e si faccia vedere corposa affinché questo disegno di legge non passi”, così ha dichiarato Albanese a margine di un evento al Centro sociale Lambretta di Milano, uno di quelli più noti del capoluogo lombardo, spesso protagonista di scontri violenti nelle piazze. Il ddl antisemitismo “andrebbe chiamato ddl pro-apartheid perché ha dei grossi problemi, secondo me, di apparente incostituzionalità, ed è un ddl che, sia per contenuto che per tempistiche, parla di misure repressive. È un modo per impedire alla gente di dire l’ovvio, ossia che Israele è uno Stato razzista che pratica la segregazione razziale e commette il crimine d’apartheid, che oggi è degenerato in genocidio”.
Albanese sembra quasi aver iniziato la campagna elettorale per le prossime elezioni, d’altronde la scadenza del mandato parlamentare si avvicina, nel 2027 gli italiani torneranno al voto e forse la relatrice speciale dell’Onu si aspetta una candidatura. O forse è già nell’aria. Secondo lei, “ci sono una serie di elementi preoccupanti all’interno di questo ddl. Perché alle forze dell’ordine si dovrebbero impartire lezioni sulla cultura israeliana? In quale altro paese succede questo? Nessuno. Così diventiamo l’avanguardia della propaganda israeliana in un momento in cui Israele è accusato dinanzi a due tribunali internazionali di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra”. La dichiarazioni di Albanese hanno spesso imbarazzato la sinistra che la sostiene senza colpo ferire, l’ultima solo poche settimane fa a proposito di Salim El Koudri, tanto che è stata costretta a scusarsi.
