La Buvette

Altro che Sanremo, diamo un microfono agli agricoltori

Una puntata dedicata alla protesta degli agricoltori, messi in ginocchio dall'Europa

Altro che Sanremo, diamo un microfono agli agricoltori

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Altro che Sanremo, diamo un microfono agli agricoltori

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Cosa accade tra le stanze damascate dei palazzi della politica? Cosa si sussurrano i deputati tra un caffè e l'altro? A Roma non ci sono segreti, soprattutto a La Buvette. Un podcast settimanale per raccontare tutti i retroscena della politica. Gli accordi, i tradimenti e le giravolte dei leader fino ai più piccoli dei parlamentari pronti a tutto pur di non perdere il privilegio, la poltrona. Il potere. Ognuno gioca la propria partita, ma non tutti riescono a vincerla. A salvarsi saranno davvero in pochi, soprattutto dopo il taglio delle poltrone. Il gioco preferito? Fare fuori "l'altro". Il parlamento è il nuovo Squid Game.

Questa settimana non potevamo non prestare il microfono de La Buvette agli agricoltori italiani. Vessati, piegati da regole europee imposte dagli euroburocrati. È nostro dovere dare voce a chi, come loro, con sacrifici, rinuncia al lavoro per dissentire, protestare. Far sentire la propria voce. E noi, a quelle voci, vogliamo fare da megafono affinché si sentano lontano. “Questa Europa ci sta mettendo in ginocchio!”

*ASCOLTA IL PODCAST E LA VOCE DEGLI AGRICOLTORI ITALIANI*

Da tutta Italia gli agricoltori, a bordo dei loro costosissimi trattori, puntano su Roma. Molti sono già arrivati e campeggiano alle porte della Capitale. È vero, a Bruxelles per paura di perdere alle prossime elezioni qualcosa si è mossa, ma non basta. Il governo è dalla loro parte e Giorgia Meloni ha già preso i primi provvedimenti come investire parte dei soldi del Pnrr nel settore e rivedere la questione spinosa legata all’Irpef. Tutto questo, però, basta? Affatto! Bisogna fare di più per chi, come loro, si dona per permetterci di mangiare sano. Di mangiare italiano.

Tra tutti gli agricoltori accampati in protesta ci ha colpito una storia in particolare. Viso stanco, provato. Il suo furgoncino è orgogliosamente italico, il tricolore appeso sugli specchietti sventola. Ai lati due cartelloni: “Nella vita serve il meccanico, il muratore ma il contadino serve tre volte al giorno” - perché, chiediamo - “Eh, se non c’è il contadino che mangiamo? È vero che si stanno organizzando per farci mangiare senza contadino, con la farina di grilli e la carne sintetica”.

L’ira lascia spazio all’amarezza, alla rassegnazione: “Noi abbiamo creato l’Europa dei popoli ma questa non lo è più, è l’Europa delle lobby. È ora di chiuderla!” Ascoltatelo e, chi dubita o si lamenta dei disagi creati dai loro possenti trattori, si ricrederà.

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