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Anche la Finanza indaga su Lavitola. Focus su affari esteri e amici stretti

Dopo i carabinieri pure il nucleo della Polizia economico finanziaria vuole far luce sui guadagni del faccendiere. Indagini a tappeto, focus sui carbon credit: decisiva la documentazione fornita dalla sua ex

Natalia Potenza Lady Lavitola il giorno della deposizione

Sigfrido Ranucci cerca, come ogni mattina oramai, di derubricare a «fake news» gli articoli di stampa che lo vedono protagonista nella vicenda Lavitola. Il suo amico fraterno, infatti, sembrerebbe aver contribuito a modo suo a diverse puntate di Report, consigliandosi ripetutamente con il conduttore, così come scritto ieri da Il Giornale. Abbiamo riportato infatti le dichiarazioni rese al pm da parte della ex compagna del faccendiere Natalia Potenza, secondo cui il confronto tra vittima e mandante della bomba fosse piuttosto serrato. Del resto, questo è uno degli argomenti contenuti all’interno dell’informativa del 30 agosto dei carabinieri: quanto peso aveva il mandante reo confesso all’interno della trasmissione? E perché Ranucci si rivolgeva così spesso a lui? Tra i temi delle loro conversazioni ce n’era uno su tutti, quello del carbon credit, che oggi sembra prendere una strada separata dalla bomba con il supporto della Guardia di Finanza, nello specifico della Polizia Economico Finanziaria, e degli organi competenti.

Si aprono, quindi, nuovi percorsi di indagini e, da quanto apprende l’agenzia di stampa Ageei, sembrerebbe che ci si stia muovendo per separare la questione dell’attentato a casa dell’ex conduttore di Report dal filone che avrebbe consentito a Lavitola di generare un giro d’affari milionario.

È proprio grazie alla documentazione fiscale da prodotta da Lady Lavitola che i finanzieri potrebbero quindi ricostruire i diversi milioni che sarebbero presenti sui conti off shore. Secondo quanto apprendiamo, la Guardia di Finanza è ancora nella fase di ricognizione della galassia economica che ruota attorno a Lavitola. Una galassia che potrebbe portare a ricostruire tutti i punti di contatto con i tramiti italiani ed esteri dei suoi investimenti. Si cercherà di scavare nel mondo dell’imprenditoria romana e non solo, in un’indagine che va ben il tema dei carbon credit.

Il tutto cercando di comprendere se ci siano o meno punti di contatto economici con il Sigfrido Ranucci che proprio a un media dello Zimbabwe aveva rilasciato un’intervista sul tema tanto caro al suo amico, condividendo preventivamente con lui il contenuto delle sue dichiarazioni. Ranucci continua a sostenere che «nessuna puntata è stata condizionata da Lavitola, come emerso già dal codice etico della Rai, e come possono testimoniare tutti gli inviati di Report».

Ma non ha mai spiegato per quale motivo il suo giornalista Daniele Autieri, titolare dell’inchiesta sul Cantiere Navale Vittoria, abbia sentito la necessità di scrivere su Signal a Lavitola la notte della perquisizione, quella del 4 luglio, chiedendogli se potessero sentirsi. Questo poco prima che lui e Ranucci stessero al telefono per ore la medesima notte.

Saranno però le indagini coordinate dal Procuratore di Roma Francesco Lo Voi ed eseguite da Finanza e Carabinieri, a far luce sugli interrogativi ancora mai chiariti dal conduttore.

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