“Ho contribuito alla mediazione che ha portato al Senato all’approvazione della nuova legge contro l’antisemitismo. E ringrazio la senatrice Segre che con la sua nota ha parlato di ‘buon lavoro svolto in Senato’”. A dirlo è Maurizio Gasparri che ha parlato anche di un “confronto serio ed approfondito” durante la discussione in Senato.
“Come sostiene la senatrice Segre, il documento dell’IHRA, che viene richiamato nel disegno di legge, contiene una precisazione definita ‘inequivocabile’ dalla senatrice a vita”, ha ricordato poi Gasparri sottolineando che nel documento si legge: “Le manifestazioni di antisemitismo possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché è concepito come una collettività ebraica. Tuttavia, le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite”.
“Pertanto, il diritto di critica a Israele è garantito come è ovvio che sia, e la stessa senatrice Segre definisce ‘inessenziali’ eventuali modifiche”, continua il Presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, “L’art. 1 del disegno di legge approvato dal Senato e attualmente all’esame della Camera, afferma, al comma 1, in maniera chiara: ‘Ferme restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e di associazione, nel rispetto dei principi costituzionali’. Oggi anche un senatore del Pd che ha votato a favore della legge conferma che il testo approvato a Palazzo Madama va benissimo e che ‘no, non è vero’ che questa legge impedisca le critiche ad Israele. Pertanto, quel che dicono alcuni politici, professori e quant’altri è assolutamente infondato, come dicono anche la senatrice Segre e il senatore Verini del Pd”.
“Voglio anche citare la chiarissima dichiarazione diramata dalla Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che afferma: ‘L’Unione sottolinea che Ddl nella formulazione attualmente all’esame della Camera, così come pervenuta dal Senato, è frutto di un sapiente lavoro finalizzato al contrasto dell’antisemitismo e non introduce alcun divieto di critica nei confronti dello Stato di Israele o dei suoi governi, con esplicito richiamo al pieno rispetto dei principi costituzionali. Al contrario, come ricordato dalla stessa senatrice Segre e coerentemente con la definizione operativa del IHRA richiamata dal provvedimento, le critiche rivolte a Israele sono legittime, in analogia a quelle che possono essere rivolte a qualsiasi altro Paese, come sarà sicuramente ribadito dal dibattito parlamentare’. Pertanto, la Unione delle comunità ebraiche ‘auspica che si giunga quanto prima all’approvazione del ddl e che il confronto politico prosegua in modo costruttivo’”, aggiunge, “Ci sono quindi tutte le condizioni per andare avanti, smentendo affermazioni false, pretestuose e assicurando all’Italia una nuova e chiara legge contro l’antisemitismo. Il dibattito della Camera ribadirà questi aspetti, ma è inutile buttare la palla in tribuna mandando avanti e indietro questo provvedimento, come alcuni vorrebbero probabilmente per loro esigenze politiche che non trovano nessun riscontro nella verità dei fatti. E la nota della Unione delle comunità ebraiche mi pare sia chiara e conclusiva”.
