I like ci sono, solo che mancano i voti. Altrettanto le visualizzazioni sono state decine e centinaia di migliaia, sia su Facebook, Instagram che su TikTok, solo che in entrambi i casi i follower, in particolare quelli calabresi, dopo aver visto i reel hanno pensato bene di restare follower e non convertirsi in elettori. Così la campagna di Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale alle elezioni suppletive di Reggio Calabria si è sgonfiata oltre ogni più pessimistica previsione. I voti finali sono stati 8.226 pari al 10.94%, mentre solo un anno fa, in occasione della tornata regionale di ottobre del 2025, Giannetta sotto le insegne di Forza Italia di preferenze personali ne aveva raccolto 10.452, con una perdita secca di 2.226 voti in poco meno di dodici mesi. Infatti, alla vigilia del voto in molti avevano profetizzato che sul possibile risultato elettorale influisse anche effetto trascinamento garantito dalle visualizzazioni e dalle interazioni ai post degli account social di Roberto Vannacci, una spinta socialmediale che dal leader si trasferisce sul candidato, una sorta “effetto band wagon” capace di condizionare le scelte degli elettori a prescindere anche dalle loro idee e convincimenti. Invece, a guardare il risultato il possibile e potenziale effetto trascinamento del generale è risultato pari a zero, anzi all’inverso potremmo dire che è stato il bagaglio di consensi di Giannetta a consentire a Futuro Nazionale di sfiorare quell’11% che l’ex generale da ieri sera sta già decantando a mezzo sociale. I like complessivi ai post pubblicati dal 24 al 25 settembre sull’account Instagram di Roberto Vannacci e relativi alla campagna reggina sono stati oltre 25.500 con circa 900 mila visualizzazioni, altre 80.000 sono quelle di Facebook, con poco meno di 2.900 mi piace, mentre su TikTok le visualizzazioni sono state 308 mila e i like 29 mila, eppure nonostante questo carico non banale di interazioni i reggini hanno preferito affollare il feed ma non i seggi. Il risultato di Reggio Calabria, per quanto limitato a un contesto fisico ristretto, conferma però una tendenza già viste in altre elezioni precedenti: il presidio strategico delle piattaforme è una condizione sufficiente ma non sempre necessaria per vincere la tornata elettorale, quello che può fare la differenza è far convivere nei post la reputazione e l’audience, la percezione di credibilità non dovrebbe cedere il passo all’interazione, ovviamente se restiamo ben saldi sul terreno della politica. Roberto Vannacci in questi mesi ha invece sempre più puntato sulla ricerca della contrapposizione pur di incassare interazioni e visualizzazioni, ha fortificato molto la dimensione della celebrità politica a discapito di quella reputazionale e la debacle di Reggio è un indicatore da non prendere sottogamba.

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