Il raduno di Pontida del 20 settembre si avvicina. E sull’autonomia la Regione accelera. E così già ieri le commissioni Affari istituzionali presieduta la leghista Giovanni Malanchini e quella speciale per le Autonomie e Riordino delle Autonomie locali presieduta da Matteo Forte (FdI), hanno avviato i lavori per l’adozione dei due schemi d’intesa tra Governo e Lombardia sull’attribuzione di ulteriori forme di autonomia in materia di protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, nonché di tutela della salute. Nella stessa giornata si è riunito anche il Comitato per le autonomie locali (Cal). Presenti il sottosegretario alla Presidenza con delega all’Autonomia Mauro Piazza e in videocollegamento gli assessori Guido Bertolaso e Simona Tironi. «Il confronto ha detto Piazza - è sempre stata la nostra stella polare lungo tutto il percorso che, entro la fine della legislatura nazionale, porterà l’autonomia in Lombardia». Aggiungendo di aver «illustrato le numerose tappe dell’iter di riforma, dal primo voto in Consiglio del febbraio 2015 che decise anche l’indizione dello storico referendum consultivo approvato dai lombardi (il 22 ottobre 2017) con il 95,1% di Sì, fino agli schemi di intesa deliberati da Camera e Senato a luglio».
Ora l’agenda prevede una nuova convocazione delle commissioni per mercoledì 2 settembre per licenziare un testo di risoluzione che passerà poi al vaglio del consiglio regionale. Anche il Cal sarà chiamato a esprimere il suo parere obbligatorio e non vincolante. Il voto in aula è atteso probabilmente già nella seduta del 10 settembre.Una volta ottenuto il via libera del Consiglio, l’intesa sarà trasmessa al Governo per la predisposizione del disegno di legge da presentare alle Camere. «Un passaggio cruciale per l’attuazione concreta del regionalismo differenziato dice Malanchini Grazie al continuo confronto con le realtà territoriali, si è giunti a un quadro chiaro di funzioni che permetteranno alla Lombardia di rispondere con maggiore efficienza e sussidiarietà alle esigenze dei cittadini e delle imprese lombarde». Per Forte «l’autonomia differenziata è un qualcosa di dinamico, tanto è vero che nella nostra risoluzione si dà mandato alla Giunta di proseguire il negoziato su altre materie». Per il consigliere leghista Emanuele Monti «un passaggio importante perché ci permette di vedere finalmente come l’autonomia differenziata potrà tradursi in nuove competenze». Aggiungendo che dopo il referendum del 2017 «Oggi quella volontà popolare comincia finalmente a tradursi in competenze concrete, per esempio, alla protezione civile: la Lombardia potrà avere maggiori strumenti per intervenire nelle emergenze che riguardano esclusivamente il territorio regionale. Il presidente della Regione potrà emanare specifiche ordinanze in deroga alle norme statali, entro limiti precisi e la Regione potrà rafforzare anche il reclutamento e la formazione del personale di Protezione civile».
