Con l’albero crollato ieri in piazza Risorgimento cade anche la maschera della propaganda ecologista della giunta Sala. Dopo le parziali ammissioni dell’assessore al Verde Elena Grandi, addirittura il sindaco Beppe Sala fa mea culpa sulla manutenzione del verde e sulla valutazione delle condizioni dell’olmo, catalogato in classe C e quindi da monitorare e non da abbattere: «Evidentemente non era una valutazione corretta» dice. Dei tre passanti feriti in piazza Risorgimento l’uomo ferito più gravemente, originario del Bangladesh, è ancora ricoverato al Fatebenefratelli, mentre sono stati dimessi i giovani di 20 e 21 anni che hanno riportato contusioni alle braccia e alle gambe.
Ecco quindi che sulla situazione degli alberi in città Sala promette che «porremo ancora più attenzione, però non posso nemmeno dire che adesso li controlleremo uno a uno». Sono 235 gli alberi considerati ad alto rischio e quindi sottoposti a monitoraggio annuale su 250mila in carico al Comune, ma sono decine le piante già morte, anche se piantumate di recente, come quelle segnalate dal consigliere Alessandro de Chirico (Fi) che ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Così come quelli alla Collina dei ciliegi in viale Sarca e al parco Francesco di Cataldo nel muncipio 2.
Ecco che gli annunci roboanti della giunta green rispetto alle piantumazioni- 20mila piante messe a dimora ogni anno in questo mandato cui si aggiunge il bando annunciato da 32mila nei prossimi quattro - si polverizzano miseramente a fronte dell’incuria in cui versano. Piante che non sono state innaffiate a sufficienza nell’estate più calda di sempre e che quindi sono morte. Così sono decine le piante crollate o morte segnalate ma non rimosse, nemmeno a distanza di oltre un anno, come ha denunciato il consigliere del Pd Michele Albiani lunedì in consiglio comunale. Il crollo dell’albero in piazza Risorgimento: «È inaccettabile, ma finalmente, visto che è successo in centro, ci renderemo conto che in città ci sono tanti alberi segnalati perchè morti o crollati e che non vengono rimossi. Possiamo anche discutere del nuovo Piano del verde ma c’è evidentemente una mancanza nostra oppure altri tipi di priorità - commenta amaro -. Va bene piantare gli alberi in via Marina ma ci sono intere zone in cui ciò non avviene come in via Saponaro al Gratosoglio, dove due anni fa abbiamo approvato un ordine del giorno per andare a piantumare siepi e alberi».
Così anche a fronte del numero superiore delle piantumazioni a Milano dei due mandati Sala, che di poco superano per altro quelle fatte dalle giunte precedenti, la partita si gioca sulla cura e sulla manutenzione del verde. Tradotto: non basta piantare gli alberi se poi li si lascia morire. Ed è un punto su cui la settimana scorsa lo stesso sindaco aveva fatto autocritica. «Se dovessi farmi una critica - aveva ammesso -: dobbiamo migliorare la cura di verde. Non ci fermiamo, credo che si debba far meglio e abbiamo ancora otto mesi e c’è tanto lavoro sulla cura del verde».
