Secondo i rumors si rivedranno venerdì i leader del centrodestra - Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi - per stringere sul risiko delle città al voto nel 2027. Ma la scelta sul candidato sindaco a Milano è congelata fino a dopo Pontida. Il nome in pole è quello del sottosegretario Matteo Perego di Cremnago, già indicato da Tajani come il nome che «Forza Italia offre sul tavolo agli alleati». E Perego ha moltiplicato le presenze in tv (ieri a Mattino5 ha parlato delle soluzioni contro il caro affitti) e iniziato il tour nei quartieri partendo dal boschetto di Rogoredo e piazzale Selinunte. Salvini domenica risponderà dal «pratone» rilanciando la vicesegretaria Silvia Sardone. Secondo i più, alla fine dovrebbe essere Fi a intestarsi Milano e il leader leghista potrebbe spuntarla su altri Comuni lombardi. Intanto resta viva anche l’ipotesi Lupi, il leader di Noi Moderati su cui il «colonnello» di FdI Ignazio La Russa ha puntato da due anni e non ha perso ancora le speranze. Negli ultimi giorni è stato commissionato un sondaggio sul tris di politici, aiuterà i leader a decidere. Proprio La Russa giorni fa aveva dichiarato che non vanno comunque «disperse le disponibilità dei civici che si sono fatti avanti», a luglio aveva organizzato un pranzo con Lupi e i civici finiti nel toto-sindaco, Giovanni Terzi, Alessandro Spada, Antonio Civita, Antonino La Lumia e l’ex Fi Pietro Tatarella. Ora li ha invitati alla cena che FdI ha organizzato venerdì in Piazza Città di Lombardia, 60 tavoli da dieci coperti ciascuno, presenti parlamentari, dirigenti, assessori e consiglieri regionali e comunali. Tatarella e il patron del Panino Giusto Civita hanno già deciso di costituire una lista civica a supporto del centrodestra, oggi presenteranno insieme i dettagli. L’ex Fi precisa che «dipenderà molto dal candidato sindaco, vedremo se ci sono le condizioni». Ma il «contenitore» - salvo sorprese - è studiato proprio per attrarre chi non si riconosce più nei partiti e si astiene.
E ieri in piazza Castello è andato in onda un match su Milano tra il capogruppo Fi nel Municipio 1 Federico Benassati e l’assessore Pd Lorenzo Pacini, già in campagna per le primarie. Confronto nato dopo la mozione di sfiducia presentata in Zona 1 da B,enassati quando Pacini dichiarò in radio «combattiamo i fascisti coi fucili se serve». Sarà messa ai voti a giorni, «vedremo cosa faranno i Riformisti, citofonerei a Calenda» provoca Benassati.
