Asili comunali bollenti. Dopo settimane di proteste, venerdì 31 scatterà uno sciopero degli educatori dalle 14 alle 18.
Lo ha proclamato la Uil Fp Milano-Lodi che insieme al gruppo di genitori riunito nel collettivo «Questa non è una sauna» ha presentato anche un esposto a Ispettorato del lavoro e Ats. «Il Comune si è presentato al tavolo del 17 luglio senza proposte operative concrete per gestire l’emergenza e la situazione negli asili ha raggiunto livelli da allarme rosso con temperature oltre i 35-36 gradi» denuncia la Uil. Il collettivo parla di «tre colpi di calore accertati». Il sindaco Beppe Sala ribatte: «Ci siamo presi un impegno e bisogna accettare che i cambiamenti sono graduali, avessi la bacchetta magica avrei già risolto».
Un’estate bollente per i milanesi e per il Comune, bersagliato di proteste anche sul fronte piscine, visto che tra riqualificazioni in corso e bandi a vuoto sono rimasti 3 centri balneari pubblici aperti in tutta la città - Sant’Abbondio, Cardellino, Romano - e la Lampugnano che è gestita dal Fin ma apre con tariffe di Milanosport (al netto delle piscine coperte con solarium, che non sono la stessa cosa).
La situazione cambierà nel 2027, con la riapertura a fine anno del nuovo Lido (gestito non più dal pubblico ma dalla spagnola Ingesport), con la prima piscina comunale nel centro storico, quella di via Fatebenesorelle, coperta ma con solarium, e soprattutto con il nuovo centro natatorio del Cardellino, realizzato anche grazie ai fondi Pnrr (11 milioni sui 32 totali). L’assessore allo Sport Martina Riva ha precisato ieri nella Commissione dedicata agli impianti del Municipio 6 che conviveranno in via del Cardellino) due centri balneari, «vecchia» e nuova Cardellino: «Il centro balneare esistente è perfettamente funzionante e non saremo noi a demolirlo, spetterà al prossimo sindaco se due impianti scoperti nella stessa via sono sostenibili». Il nuovo centro avrà vasca coperta da 50 metri dotata di ponte mobile, anche per la pallanuoto, piscina da 25 metri per allenamenti e tuffi, più vasche ludico-ricreative.
All’esterno, un parco esterno con piscina da 25 metri estiva, zona ludica, palazzina per gli spogliatoi. É in Zona 6 la piscina Argelati (nella foto) chiusa dal 2022. Dopo la caccia a vuoto di un concessionario e le proteste il Comune ha deciso di tenerla pubblica e investire 28 milioni per il restyling. Ma per partire con progettazione e lavori va risolto il nodo del vincolo sui Navigli, la tutela paesaggistica istituita nel 1994 che complica restauri e recupero anche di vecchi ruderi lungo Naviglio Grande e Pavese. Il Comune vuole realizzare una copertura mobile o apribile delle vasche per usare l’impianto tutto, senza deroga al vincolo previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio dovrebbe limitarsi a un restauro conservativo. «Come sempre siamo un po’ in ritardo - premette Riva -, ma ci sono i fondi e stiamo lavorando bene con l’assessore regionale allo Sviluppo del Territorio Gianluca Comazzi per verificare la compatibilità del progetto con le regole urbanistiche».
La Regione viene in soccorso, Comazzi è «pronto a portare in giunta una delibera per salvare la Argelati, ma non si può continuare a procedere per deroghe».
Rilancia alla giunta Sala la proposta di «concordare una revisione complessiva del vincolo, a favore di tutti, oggi è troppo rigido e ci sono aree dismesse che non possono essere riqualificare. A settembre aprirò un tavolo con il Comune, che deve avanzare la proposta, e sovrintendenza».
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