“Il via libera di stasera in Cdm alle intese definitive con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto è una soddisfazione enorme, da ministro, da italiano e da leghista”. Matteo Salvini esprime così su X la sua soddisfazione per la firma delle intese tra le quattro Regioni e lo Stato centrale sull’autonomia differenziata.
“Una battaglia storica della Lega, iniziata con Bossi e Maroni, oggi più vicina che mai alla realtà: si premiano il merito e il buon governo, si colpiscono gli sprechi e i ritardi che penalizzano i cittadini. Ora l’ultimo passo in Parlamento!”, conclude il vicepremier e leader della Lega. Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, in una nota, ha parlato di “passo avanti decisivo” e di “un passaggio istituzionale importante e soprattutto decisivo per la riforma, che ora è pronta per iniziare il suo percorso in Parlamento”. Dopo la firma delle intese definitive e la deliberazione dei rispettivi disegni di legge, infatti, ora manca solo l’ok da parte delle due Camere.
“Garantire ulteriori forme e condizioni particolari di Autonomia ai territori non è solo uno dei capisaldi del programma con cui il centrodestra ha vinto le elezioni, ma anche e soprattutto una storica battaglia della Lega che non è mai stata così vicina alla sua realizzazione”, ha aggiunto Calderoli. Che, poi, ha concluso: “Ci abbiamo lavorato tanto, con convinzione e senza sosta, e ora il risultato è più vicino che mai. Resta un ultimo miglio da percorrere in Parlamento e io non vedo l’ora di cominciare”
Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato e segretario regionale della Lega Lombarda, ha ringraziato il ministro Calderoli che “da quattro anni lavora ogni giorno, senza mai fermarsi, per portare a compimento questa riforma” e ha ricordato che questo risultato arriva “a distanza di nove anni dallo storico referendum sull’autonomia, in cui milioni di cittadini lombardi si erano espressi con il loro voto favorevole”. Romeo non ha dubbi: “Siamo a un passo dal traguardo”. E, infine, ha concluso: “Ora manca solo il voto del Parlamento per consentire alla Lombardia di ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Che rappresenta lo strumento per dare ancora più efficacia e trasparenza all’azione amministrativa della Lombardia, per dare più servizi, in termini di efficienza, quantità e qualità, ai cittadini lombardi.
La sinistra contro
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, annuncia che farà ricorso alla Corte costituzionale: “Lo avevamo detto e lo faremo perché non intendiamo far pagare ai nostri concittadini una cambiale elettorale interna alla maggioranza’’. Poi ha aggiunto: ‘’Se serve lo ricorderemo ancora: queste intese sono uno scippo ai diritti dei cittadini delle regioni più fragili”. Decaro, dunque, si mostra più che combattivo: “Non possiamo permettere che si creino le condizioni per sottrarci medici, infermieri e risorse a vantaggio delle regioni più ricche che potranno pagare un prezzo ai servizi diverso da quello che possiamo permetterci noi altri. Siamo di fronte a una prova di grande egoismo dando la possibilità alle regioni che hanno più mezzi di eludere gli obblighi di solidarietà su cui si fonda il nostro Paese”. Il presidente della Puglia conclude chiedendosi dove sia “finita quella Repubblica una e indivisibile di cui parla la nostra Costituzione” che ora, attacca, è stata “svenduta in cambio di una legge elettorale’’.
Molto netta e dura anche la presa di posizione dei Cinquestelle. “L’approvazione in Cdm dei Ddl sulle Intese in materia di Autonomia differenziata è il timbro del governo sulla disperazione di Salvini che a fine legislatura non ha niente da rivendicare e si appiglia ad una castroneria giuridica”, attaccano i membri pentastellati delle commissioni Affari Costituzionali della Camera e del Senato Carmela Auriemma, Vittoria Baldino, Roberto Cataldi, Alfonso Colucci, Felicia Gaudiano, Alessandra Maiorino e Pasqualino Penza. “I treni sono puntuali solo nel collezionare ritardi, il Ponte sullo Stretto si è rivelato un enorme bluff e allora ecco questi provvedimenti che si muovono al di fuori della Costituzione e che quindi sono carta straccia”, si legge ancora nella nota dei parlamentari M5S. “La legge Calderoli sull’Autonomia Differenziata è stata letteralmente demolita dalla Corte Costituzionale e questa farsa inscenata oggi a Palazzo Chigi non ha alcun valore, è una presa in giro per gli stessi elettori del centrodestra. Siamo di fronte ad una mossa disperata e spericolata”, concludono i Cinquestelle.
