Sinistra parlamentare e antagonisti ancora una volta a braccetto nelle piazze violente. Da Torino in giù, ieri, è stata un’altra giornata di passione per l’Italia, che ha visto protagonisti nelle piazze noti esponenti dei partiti di opposizione, a partire da Marco Grimaldi, deputato di Avs, che era nel mezzo della manifestazione vestito total black, mentre gli esponenti della frangia antagonista torinese arrivavano allo scontro con la polizia, poco prima insultata. «Sono qui anche per questo, con questa felpa nera, perché ci sono dei ragazzi che sono stati fermati», ha dichiarato l’esponente di Avs. La sua presenza è spesso segnalata nei cortei più animati del capoluogo torinese e ieri non ha fatto eccezione, così come Chiara Appendino, oggi parlamentare del M5s, secondo la quale «queste piazze vanno ascoltate». Si è mostrata anche commossa, la ex sindaco.Ma sono state diverse le occasioni di scontro durante il corteo, che ha avuto un secondo tempo alle 18 con la convocazione di una nuova manifestazione da parte di Askatasuna. In testa al corteo è stato avvistato un soggetto con indumenti giacobini, che teneva in mano il cartonato della testa del presidente del Consiglio, con tanto di parrucca bianca, decapitata come la regina Maria Antonietta. Un’immagine che fa il paio con i cori «rivoluzione» che sono stati scanditi per tutta la giornata. Il corteo si è mosso in modo disordinato cercando di evitare i blocchi delle forze dell’ordine, arrivando di nuovo allo scontro, scandendo i soliti insulti contro la premier e le forze dell’ordine.A Roma il corteo non si è mai interrotto, un’unica manifestazione che dalla mattina si è protratta fino al tardo pomeriggio, bloccando la città dalla stazione Termini ai Fori Imperiali e poi a Trastevere e oltre. «Siamo le tenebre che vi cancelleranno», recitava uno striscione.Sono stati fatti diversi passaggi davanti ai ministeri, dove sono stati insultati i ministri, al Colosseo ci sono stati pesanti scontri con le forze dell’ordine con lanci di bottiglie, sampietrini e barricate costruite incendiando i cassonetti. Sono stati portati nel corteo anche bambini, strumentalizzati a fini propagandistici, che hanno intonato: «Noi la guerra non la vogliamo, siamo tutti antifascisti».Sotto il ministero dell’Istruzione c’è stato un fitto lancio di uova contro i militari schierati e un secondo momento di scontro si è registrato sul Ponte Sisto, da dove i manifestanti volevano passare per raggiungere il parlamento, usando anche altri ponti sul Tevere, prima di essere respinti e da qui ßdiverse frange con incappucciati si sono staccate: una si è recata verso il circo Massimo, un’altra in zona Porta Portese e un’altra ancora verso via Marmorata. In tutti i casi hanno trovato gli agenti e gli idranti. Sono in tutto 8 i soggetti fermati nella Capitale: hanno tentato a più riprese di raggiungere i Palazzi delle istituzioni forzando i blocchi. E anche il mondo Propal non si è certo fatto attendere con i leader Maya Issa nella Capitale e il predicatore islamico fan dei missili iraniani Brahim Baya, che ha parlato da Genova, luogo in cui storicamente si recava Mohammad Hannoun (oggi in carcere per terrorismo).A Livorno, tra i ritratti della premier Giorgia Meloni, e di altri politici, a testa in giù e i cori inneggianti l’intifada, ha sfilato anche Francesca Albanese, che si è detta «veramente felicissima che finalmente sia stato convocato uno sciopero grande, esteso a tanti porti del Mediterraneo contro il trasferimento delle armi ad un Paese che sta commettendo un genocidio». A Vicenza, alcuni antagonisti dei centri sociali hanno cercato di occupare la tangenziale ovest e sono entrati a contatto con il cordone della squadra mobile, che ha utilizzato gli idranti ed è stato attaccato con fumogeni e razzi: 4 poliziotti e 3 manifestanti feriti. A Mestre, durante il corteo di studenti e lavoratori, alla base di un cavalcavia che immette verso Venezia, c’è stato un altro tentativo di sfondamento del cordone delle forze dell’ordine, che è stato fermato con manganelli e scudi: 7 agenti hanno riportato contusioni e tagli.

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