Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 16:05
Interni

Bagarre in commissione Covid. Fdi accusa l’ex ministro di aver nascosto i pareri favorevoli al protocollo “Tachipirina e vigile attesa”, lui promette: “Li fornirò”

Parte subito in salita l’audizione dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza in Commissione d’inchiesta Covid. Al centro della controversia i documenti discussi nella precedente seduta sulla terapia domiciliare “Tachipirina e vigile attesa”, alcuni pareri favorevoli che nessun commissario ha potuto leggere

L’ex ministro della sanità Roberto Spranza PD in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta COVID presieduta da Marco Lisei FDI. Palazzo San Macuto a Roma, Venerdì 06 Novembre 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Former MInister of Health Roberto Speranza in a hearing before the Parliamentary Commission of Inquiry on COVID chaired by Marco Lisei FDI. Palazzo San Macuto in Rome Friday November 06 2026. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Dopo appena una ventina di minuti di interventi sull’ordine dei lavori il presidente della Commissione Marco Lisei si è visto costretto a sospendere la seduta: ad accendere subito il dibattito è stata Alice Buonguerrieri, di Fdi, che ha accusato Speranza di tenere nascoste informazioni non avendo presentato la documentazione richiesta nell’ultima seduta. Accuse a cui Speranza ha replicato spiegando che “sono tutti documenti aperti e pubblici”. Documenti che però lo stesso Lisei osserva non siano quelli richiesti. “State prendendo in giro gli italiani” ha tuonato il capogruppo Fdi alla Camera Galeazzo Bignami che ha accusato il deputato Pd di aver “nascosto le carte come fece sui verbali del Cts”, desecretati dal Tar invocato proprio dallo stesso Bignami da parlamentare d’opposizione nel 2022.

Speranza ha invece chiarito di aver citato nella precedente seduta 4 studi, uno sul lockdown dell’Imperial College di Londra e 3 sulle vaccinazioni (uno dell’Iss, uno pubblicato sulla rivista The Lancet sulle vite salvate dalle vaccinazioni nella Regione europea e uno studio francese pubblicato su un’altra rivista internazionale, Jama): “Non vedo le ragioni della polemica, sono tutte fonti aperte, studi scaricabili e pubblicati, non studi che Speranza tiene nascosti in un cassetto - ha incalzato Speranza - più trasparenza di così non c’è”. Il misunderstanding sarebbe colpa della mail con cui gli sono stati chiesti “gli studj, non i pareri” che però Speranza promette di far avere.

Commenti