Elkann finalmente in parlamento: ecco cosa deve spiegare agli italiani

Il 19 marzo John Elkann sarà ascoltato in Commissione: investimenti, rilancio di Mirafiori e responsabilità sociali. Confronto cruciale per Fiat e l’Italia

Elkann finalmente in parlamento: ecco cosa deve spiegare agli italiani
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È ufficiale: John Elkann si presenta a Roma, egli ha confermato la decisione di essere “audito” in commissione Attività produttive, organo della Camera dei deputati. Il fatto si realizzerà mercoledì 19 marzo, san Giuseppe protettore dei lavoratori. Congiuntura simbolica ed emblematica, Elkann e l’azienda di riferimento vogliono riconciliarsi con l’Italia, le ultime campagne pubblicitarie televisive del marchio Fiat ribadiscono l’intenzione, astuta ma infine vera, di rilanciare l’acronimo e il suo significato Fabbrica ITALIANA automobili TORINO, come usava pronunciare, anche quando si esprimeva in lingua inglese o francese, il nonno Gianni Agnelli.

Elkann parlerà e risponderà alle domande che gli verranno probabilmente poste dai 29 membri della commissione, figure non tutte illustri ma fra loro l’ex sindaco di Torino, Chiara Appendino che, nel dicembre scorso, è entrata a piedi uniti: “Tavares è stato come il boia che aziona la ghigliottina ma c’è qualcuno che ha scritto la condanna a morte e quello è il presidente John Elkann. Deve rispondere e venire a dire al Paese, nell’aula del Parlamento, cosa vuole fare del sistema automotive e come in tende riportare la produzione in Italia. Non ci basta la testa di Tavares, non ci basta un capro espiatorio. Gli Agnelli hanno ricevuto tanti soldi dall’Italia e ora che bisognerebbe restituire i benefici sta accadendo qualcosa di indecente. Elkann venga in aula e presenti il suo piano, ha delle responsabilità sociali”.

Si potrebbe, quindi, preannunciare un confronto duro, non so se puro, Elkann ha compreso che non è più il tempo delle deleghe, Roma è stato il territorio politico e di azione dei suoi parenti preclari, Gianni,Umberto e Susanna Agnelli impegnati nei partiti, nei ministeri o senatori a vita come nel caso dell’Avvocato, la nuova generazione Agnelli lavora sulla e nella finanza internazionale, Roma non è più il centro delle operazioni come accadeva con Cesare Romiti, ultimo manager del gruppo senza una visione mondiale, prima dell’arrivo di Sergio Marchionne, primo vero imprenditore di respiro e credito internazionale.

Il passo di Elkann significa sicuramente un accordo di investimenti e strategie con il governo Meloni, il 19 marzo sarà l’occasione per illustrare il disegno, il rilancio di Mirafiori, la produzione delle nuove autovetture, la definizione di ciò che finora è stato soltanto un avviso, un’ipotesi strategica, un alibi a scelte invece opposte e non soltanto per ragioni fiscali (Amsterdam).

Assunzioni di lavoratori, piani industriali, premesse e non promesse. Un nuovo successo della diplomazia politica di Giorgia Meloni e il riavvicinamento a una azienda che ha fatto la storia economica, sociale dell’Italia ma anche e soprattutto grazie all’Italia.

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