Da quando Carlo Calenda si è dato alle previsioni, la realtà lo smentisce con precisione chirurgica. L’ultimo caso riguarda la crisi di Ceuta. Il leader di Azione, contrario alla sospensione del trattato di Schengen, si è esibito su “X” con una serie di certezze.
“Segnalo che chi arriva a #Ceuta non può entrare in UE - regime speciale - e muoversi all’interno secondo i parametri di Schengen. Così per evitare discussioni inutili, slogan e propaganda”, ha scritto. Poi nei commenti ha anche insistito, chiedendo ai favorevoli alla sospensione (quindi pure al governo) di procurarsi una cartina geografica.
Secondo l’ex ministro dello Sviluppo, i trasferimenti dall’exclave spagnola al continente europeo non sono possibili. Le notizie di queste ultime ore, però raccontano di almeno 75 persone di origine marocchina che, dopo aver raggiunto le coste di Ceuta, sono riuscite a raggiungere la Spagna continentale.
I trafficanti chiedono 7mila euro. E’ stato escogitato un sistema che prevede l’utilizzo di moto d’acqua e scafi di piccole dimensioni. Entrare in Spagna da Ceuta si può eccome. E questo nonostante i controlli alle frontiere, i muri di gomma previsti da Pedro Sanchez per provare a contenere l’invasione e tutte le altre misure previste anche dall’Ue onde evitare lo sconfinamento.
L’aumento esponenziale della rotta migratoria via Gibilterra è un pericolo. Calenda, anche questa volta, ha deciso di sposare le posizioni del “campo largo”, secondo cui la sospensione del trattato di Schengen avrebbe costituito un mero atto di propaganda, senza alcuna conseguenza positiva. All’ex candidato sindaco di Roma sta molto a cuore la storia antica: l’ispirazione divina della Sibilla, però, non è cosa sua.
