Il sindaco sceglie Roberto Vannacci, entra in Futuro Nazionale e il consigliere del Pd resta in maggioranza. È il curioso paradosso politico di Roccavione, piccolo Comune del Cuneese, dove le distanze tra destra e sinistra sembrano accorciarsi quando si varca la porta del municipio. A raccontare il caso è La Stampa, che ricostruisce la nuova svolta politica del primo cittadino Paolo Giraudo. E non si tratta di un dem qualunque. In maggioranza siede infatti Matteo Giordano, consigliere comunale del Pd e segretario della zona del partito. Nonostante il passaggio del sindaco al movimento fondato dal generale, Giordano non ha lasciato la squadra di governo del Comune.
Giraudo, 44 anni, eletto nel 2024 con una lista civica, è al suo ennesimo cambio di collocazione politica. Dopo il passaggio a Fratelli d’Italia, arriva ora l’adesione a Futuro Nazionale. Il primo cittadino rivendica però una concezione civica dell’amministrazione: quando si governa un Comune, sostiene, devono prevalere gli interessi del territorio e dei cittadini sulle appartenenze politiche. Così, a Roccavione, la maggioranza riesce a tenere insieme il sindaco che ha scelto Vannacci e il segretario locale del Pd. Una convivenza che racconta bene quanto, nei piccoli Comuni, gli equilibri amministrativi possano essere più resistenti delle divisioni tra schieramenti.
Il risultato è una situazione piuttosto singolare: Giraudo cambia ancora partito e approda a Futuro Nazionale, mentre il segretario del Pd resta al suo fianco nella maggioranza. E per ora, a Roccavione, la convivenza continua.
