Caserta, alunno ripreso per maglietta pro-Berlusconi: denuncia dei genitori

Dal racconto dei genitori del 16enne, la prof avrebbe insultato il figlio per la t-shirt raffigurante Berlusconi. Il Pdl insorge. FAI SENTIRE LA TUA VOCE

Caserta, alunno ripreso per maglietta pro-Berlusconi: denuncia dei genitori

Viene descritta come una prof molto severa, ma lontana dalla politica. Stando a sentire il racconto di alcuni alunni della classe I B dell’istituto per Geometri di Caserta "Michelangelo Buonarroti", le motivazioni della "punizione" inflitta allo studente di 16 anni appaiono ancor più fosche.

Quello che è certo è che il gesto non è passato inosservato. E ha destato scalpore. Uno studente costretto a spogliarsi in corridoio e a mettersi la maglietta al contrario solo perché vi è raffigurato Silvio Berlusconi è qualcosa di aberrante. E aberranti sono gli insulti piovuti addosso al ragazzo: "Ti dovresti impiccare tu e Berlusconi"; "Ti ucciderei a te e pure a lui". Altro che stile british. Come raccontato da il Giornale, a fine lezione, la maestra di inglese avrebbe addirittura chiamato la madre del giovane stigmatizzando l'abbigliamento utilizzato dal figlio.

Quanto accaduto "merita l’esecrazione di chiunque creda nella sacralità dell’istituzione scuola e nella sua imprescindibile funzione sociale", ha sottolineato il coordinatore regionale Pdl in Campania e presidente della Commissione Giustizia del Senato Francesco Nitto Palma. Che poi ha aggiunto: "Sono vicino alla famiglia del 16enne vittima di questo indefinibile trattamento cui va il mio apprezzamento per aver avuto la forza e il coraggio di sostenere le proprie idee. Mi auguro che la sinistra stigmatizzi questo gravissimo episodio che, speriamo, non lasci segni sull’equilibrio del ragazzo e sulla sua fiducia nella libertà e nella democrazia".

Intanto, i genitori della vittima hanno presentato una denuncia ai carabinieri per quanto accaduto il 9 maggio scorso. Secondo il loro racconto, la docente avrebbe costretto il ragazzo a levarsi una t-shirt con l’effige di Silvio Berlusconi. Non contenta, la prof avrebbe anche insultato il giovane facendogli indossare la maglia al contrario.

Il dirigente dell’istituto, Antonia Di Pippo, non nasconde l'amarezza per quanto successo. "Il mio stato d’animo è la tristezza", ha commentato colei che dal 1998 è preside dell’istituto. "L'episodio risale al 9 maggio scorso. Il giorno dopo il padre è venuto da me con la maglietta per riferire che l’insegnante lo aveva insultato e costretto a indossarla alla rovescia, ma sull’episodio ci sono versioni contrastanti in istituto. Ho subito ascoltato la professoressa e i compagni di classe del ragazzo e ho attivato, come prescrive la legge, il procedimento disciplinare nei confronti dell’ insegnante, che è ancora in corso di istruttoria. Entro dieci giorni deciderò se applicare o meno una sanzione. Posso solo dire che sono triste perché in undici anni che dirigo questa scuola non era mai successo nulla di simile", ha spiegato la preside.

Che poi ha confermato che la prof non sia "appassionata" di politica: "Non mi risulta che la docente abbia mai fatto politica meno che mai attiva o sia rimasta coinvolta in situazioni analoghe. La maglia l’ho vista, è semplicissima, non è particolarmente eccentrica, è una normale t-shirt che credo non possa dare fastidio a nessuno". Meno che alla prof di inglese. "Ho sempre difeso gli insegnanti, categoria importantissima alla quale sono fiera di appartenere, e di certo non smetterò di farlo per quello che è accaduto a Caserta. Ma perchè questa difesa sia credibile, occorre anche avere l’onestà intellettuale di ammettere quando si sbaglia. E quello che è accaduto a Caserta è stato uno sbaglio", ha affermato Elena Centemero (Pdl), aggiungendo che "a scuola mi è capitato di vedere miei alunni o giovani che indossavano maglie con, ad esempio, l’immagine di Che Guevara, ma non mi sono mai permessa di intervenire come risulta aver fatto l’insegnate di Caserta".

Anche Mara Carfagna, portavoce dei deputati Pdl, ha biasimato l'accaduto: "Ciò che preoccupa maggiormente non è il fatto in sé, piuttosto che il germe
dell’intolleranza, di qualunque genere, venga inoculato nelle giovani generazioni che, per costruzione, sono post ideologiche e dovrebbero essere invece educate al rispetto e alla tolleranza
".

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