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Coltelli, vetri affilati e martelli: “l’arsenale” sequestrato ai migranti di Ceuta

Armi proprie e improprie usate per risolvere le dispute o minacciare i residenti durante violenze e rapine: un vero e proprio arsenale che preoccupa le forze dell’ordine

Red Cross volunteers distribute food to migrants who remain living on the streets, in Trampolin beach in Ceuta, on August 22, 2026. Some 72,000 migrants breached the border in an unprecedented and deadly rush into the north African territory on July 30-31, with 70,000 having since returned to Morocco, according to Spanish government figures. (Photo by Antonio Sempere / AFP)

La crisi migratoria di Ceuta ha messo in crisi il governo di Madrid, che già non godeva di particolari simpatie tra i cittadini. L’exclave ora si sente abbandonata: 80.000 cittadini spagnoli dicono apertamente di non sentirsi rappresentati dall’esecutivo di Pedro Sanchez, che subito dopo l’invasione, dopo un brevissimo passaggio in città, è volato alle isole Canarie per una lunghissima vacanza di oltre 20 giorni mentre Ceuta sopportava la sua più grave crisi. Non è intervenuto quando il Marocco ha apertamente rivendicato il territorio come parte della sua integrità territoriale, non è intervenuto davanti alle denunce di violenze da parte delle donne locali. Non ha detto nulla nemmeno quando i suoi cittadini, soprattutto anziani, bambini e donne, hanno riempito i traghetti diretti alla penisola perché avevano paura di restare nella loro città.

E non ha detto per ora nulla nemmeno davanti alle immagini fatte emergere da El Faro de Ceuta, principale quotidiano e sito di informazione locale dell’exclave, che ha mostrato tutte le armi finora sequestrate ai migranti che ancora occupano le vie della Città autonoma. Si parla di almeno 8.000 persone di cui non si conosce la storia sanitaria o criminale, eventualmente, di cui non è nota la provenienza o le intenzioni, ma che da un mese quasi stazionano irregolarmente all’interno dei confini spagnoli. Nelle immagini che El Faro de Ceuta ha mostrato ci sono coltelli, seghe, temperini, cesoie da potatura, zappe, pali di metallo, ferro e legno, oggetti appuntiti, forbici, martelli e vetri rotti e affilati preparati per tagliare.

Si tratta di armi proprie o improprie che i migranti utilizzano per risolvere le dispute o per impaurire i residenti durante le rapine o le violenze. Secondo il quotidiano, che riporta fonti di polizia, in un mese sono centinaia gli oggetti di questo tipo che sono stati sequestrati ma è un problema che continua a verificarsi, perché molti sono strumenti di recupero che i migranti riescono a ricostruire con il materiale a disposizione. E questo rappresenta un problema anche per la polizia e per i militari, che hanno a che fare con uomini armati che non hanno remore nell’usarle contro di loro, o contro i cittadini inermi. Nel frattempo, mentre il governo di Madrid rassicura sulla situazione sanitaria, gli agenti sono sempre più preoccupati per i contagi: sono diversi i casi di scabbia registrati, che secondo il governo non sono legati ai migranti.

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