Il generale Roberto Vannacci ha trovato il suo cappellano, sebbene non militare. Tra i militanti e i simpatizzanti che qualche sera fa hanno accolto l'europarlamentare al Koko Beach di Imperia c'era infatti anche un sacerdote: don Tomasz Jochemczyk. La sua presenza in talare con mantellina non è passata inosservata tra i tavoli del locale imperiese e così «don Tommaso» si è ben presto trasformato nella seconda star della serata.
Polacco della Slesia, Jochemczyk è stato ordinato nella diocesi di Albenga-Imperia e a lui sono affidate attualmente più parrocchie tra i comuni di Prelà e Vasia. Un'attività pastorale impegnativa in Italia a cui affianca quella mediatica in polacco su youtube e radio. Don Tomasz è un amante del rito tridentino che ha scelto anche per celebrare la sua prima messa nel 2010. All'epoca la diocesi era guidata da monsignor Mario Oliveri, uno dei vescovi più favorevoli ad accogliere preti tradizionalisti. Prima di diventare parroco in Liguria, in Polonia lavorava come barista in uno strip club e durante un'ora di pausa si allontanò per visitare una statua della Madonna di Fatima. Da lì la conversione e poi la vocazione che lo ha portato in seminario.
La passione per la politica non è recente e il suo nome ha avuto una certa popolarità in patria per essersi schierato pubblicamente a favore di Konfederacja Wolnosc i Niepodleglosc, il partito più a destra dello scacchiere polacco.
La serata al Koko Beach ha sancito la sua «discesa in campo» anche in Italia con l'endorsement a Vannacci. Stringendo la mano al generale, don Tommaso lo ha definito «una voce che grida nel deserto». Poi si è concesso ai media presenti difendendo il leader di Futuro Nazionale dall'accusa di fascismo con un paragone ecclesiale: «È solo un'etichetta dei comunisti. Come nella Chiesa se sei un prete tradizionalista ti etichettano subito come lefebvriano», ha detto alla Stampa. Nessun problema ad ammettere di averlo votato alle europee e di avere intenzione di rifarlo. Il prete polacco, già abituato ad avere a che fare con la comunicazione digitale, è sembrato a suo agio tra i selfie e le strette di mano con dirigenti e iscritti a Futuro Nazionale.
Non sorprendono le manifestazioni d'interesse con cui i vannacciani hanno accolto il sacerdote a Imperia: la remigrazione come cavallo di battaglia rende tutto in salita un eventuale dialogo con la Chiesa. E sui migranti le recenti parole del Papa secondo cui «mandarli via non è la risposta più cristiana» sembrano destinate a scoraggiare altri sacerdoti a emulare l'endorsement di don Tommaso.
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