Colpisci l’elettorato di centrodestra con gli insulti. Sembra essere questo lo sport che non passa mai di moda nel campo del centrosinistra. Tutta l’intellighenzia radical-chic di sinistra, dal filosofo Norberto Bobbio allo scrittore Umberto Eco, si è sempre spesa per screditare chi votava Silvio Berlusconi.
Nel 1995, Dario Fo, che due anni dopo sarà insignito del premio Nobel per la Letteratura, definisce «deficienti» gli elettori di Forza Italia. Gad Lerner, invece, li descrive come «vittime della dabbenaggine» e «complici nella furbizia illegale». Poi, il bersaglio preferito diventa l’elettore della Lega tanto che il giornalista Paolo Garimberti dichiara esplicitamente: «Voti Salvini? Sei ignorante».
Anche il mondo della politica, però, non è rimasto immune da una certa presunta superiorità intellettuale. «A me colpisce che oggi la Lega sia il primo partito in Sardegna dove il 33 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni che frequentano la secondaria non finirà gli studi», è il commento del piddino Gianni Cuperlo ai risultati elettorali delle Europee del 2019. Un anno dopo, lo scrittore ed ex parlamentare del Pd, Gianrico Carofiglio, parlando della manifestazione del centrodestra contro l’allora governo Conte-bis, dichiara: «Siamo di fronte a una politica squilibrata e con un’opposizione che mostra la responsabilità che abbiamo visto qualche giorno fa con un manipolo di gente sudata, accalcata, senza mascherina». Già, i sostenitori del centrodestra non sono persone, ma «un manipolo di gente» sudicia e rozza.
E, infine, ovviamente, il terzo bersaglio sono stati gli elettori del premier Giorgia Meloni. All’indomani della vittoria alle Politiche del 2022, Andrea Scanzi dichiara: «Chi l’ha votata per cambiare o era molto ubriaco o un po’ scemo. O semplicemente in malafede».
Insomma, sembra una cultura che va avanti da sempre.
