Degli Alfano e del Cipolla

"Attenzione - scriveva il professor Cipolla - che le azioni stupide più pericolose sono quelle messe in atto da persone ritenute intelligenti"

Degli Alfano e del Cipolla

In questi giorni di grande confusione politica - mi riferisco anche alla minacciata scissione da Forza Italia di Alfano e di suoi fedelissimi - è interessante leggere, o ripassare, un libricino scritto anni fa da Carlo M. Cipolla, stimato professore di Economia di fama internazionale morto nel 2000. Il saggio, intitolato Le leggi fondamentali della stupidità umana, era nato come scherzoso regalo di Natale per gli amici, ma riscontrò un tale successo che fu presto stampato (in Italia da Il Mulino) e tradotto in diverse lingue. Cipolla, in sole settanta pagine, dimostra come il vero problema per l'economia mondiale siano gli stupidi (o le decisioni stupide). Teoria che calza a pennello anche alla politica. Riassumo. Secondo il professore la società è in mano a quattro categorie di persone. Che sono: gli intelligenti, cioè coloro che creano ricchezza per sé e per gli altri; i fessi, che dissipano la propria ricchezza a favore di altri; i delinquenti, che si appropriano di ricchezza altrui in modo scorretto; e infine gli stupidi, cioè chi dissipa la ricchezza altrui senza trarne alcun beneficio. Nei primi tre casi la ricchezza cresce o non diminuisce (al massimo cambia di mano). Nel quarto (gli stupidi, inteso non come insulto ma come categoria di comportamenti) si dissolve provocando solo danno.

Ecco, io penso che minacciare o, peggio, attuare una scissione del più grande partito del centrodestra non sia cosa criminale o fessa, ma semplicemente stupida proprio in base alla legge di Cipolla: crea un danno ad altri (Silvio Berlusconi e tutto il Popolo delle libertà) senza che gli scissionisti ottengano alcun beneficio vero o concreto: spaccherebbero l'unico fronte in grado di battere nelle urne la sinistra e non avrebbero alcuna possibilità di essere riconosciuti come legittimi successori di Berlusconi da una significativa parte dell'elettorato e dalla comunità parlamentare. Così facendo si condannerebbero a una prospettiva politica marginale e subalterna alla sinistra.
Nel suo trattato, il Cipolla mette in guardia. Attenzione - dice - che le azioni stupide più pericolose sono quelle messe in atto da persone ritenute intelligenti dalla comunità di appartenenza, senza distinzione di sesso, ruoli, livelli culturali e sociali. E il rischio è alto - sostiene il professore - perché di solito l'attacco stupido non ha alcuna ragione razionale.

Non solo. Il Cipolla introduce altri tre elementi. Del primo dovrebbero fare tesoro i «lealisti» di Forza Italia in vista della conta congressuale: gli stupidi sono sempre in numero maggiore di quanto uno si aspetti. Gli altri due devono mettere in guardia noi cittadini spettatori: gli stupidi al potere fanno più danni degli altri. E la politica mette in campo scelte stupide per mantenere più alto il numero di stupidi al potere. Morale: cara Forza Italia, cerchiamo, tutti, di evitare di fare stupidate, perché non ci sarebbero vinti e vincitori, ma solo macerie e tanta, tanta sinistra al potere.

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