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Di Battista, rientro a tappe: scalo a Miami

Stop in Florida necessario per il rifornimento carburante. Ma potrebbe anche fermarsi negli Stati Uniti per nuovi accertamenti

Alessandro Di Battista in occasione della conferenza stampa dell'Associazione Schierarsi' per presentare la nascita delle 'Piazze per Schierarsi', presso Cascina Fossata a Torino, 29 aprile 2023. ANSA/TINO ROMANO

«Oggi sento meglio. Partirò da Cuba il 4 settembre», è con queste parole che Alessandro Di Battista rassicurava due giorni fa i suoi follower. L’ex deputato si affida ai social per parlare del suo stato di salute, dopo il malore accusato, ma soprattutto per annunciare il suo rientro in patria, previsto per domani.

Il viaggio sarà a sue spese, o meglio, a spese della compagnia assicurativa con cui ha stipulato una polizza prima di partire. Sarà loro l’onere e l’onore di predisporre il volo per l’Italia dell’ex 5 Stelle con un’aeroambulanza. Il costo verrà quindi coperto da un’assicurazione privata, predisposta per lui dal Fatto Quotidiano. Ma se ciò non dovesse bastare, fa sapere la stessa testata, i suoi sostenitori sarebbero pronti a intervenire aderendo a una raccolta fondi organizzata dalla sua associazione Schierarsi. Risolta la questione spese, resta però un altro scoglio: l’embargo statunitense. A Cuba il carburante scarseggia per le auto, figurarsi per gli aerei. Non c’è quindi possibilità di ripartire in modo diretto per Roma. Sarà necessario fare almeno uno scalo per rifornire il mezzo: dovrebbe essere la Repubblica Dominicana il luogo scelto, ma al momento non si conoscono altri dettagli. Secondo alcuni, però, una sola sosta non sarebbe abbastanza e potrebbe essere necessaria un’altra tappa intermedia prima di atterrare a Roma.

Da Miami, intanto, arriva la disponibilità ad accoglierlo. La città degli Stati Uniti non è troppo lontana da Cuba e lì verrebbe curato al Neuroscience Center del Baptist Health. A farlo sapere è Italo Linfante, direttore del reparto di Neuroradiologia interventistica dello stesso ospedale. Per Linfante questa sarebbe la soluzione migliore perché eviterebbe al quarantottenne lo stress di un volo così lungo. Ma la solidarietà non è arrivata solo dai social o dagli States. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è stato il primo ad adoperarsi per organizzare un volo di Stato per il rientro. Ipotesi poi rifiutata dall’ex deputato.

Intanto, dopo giorni «difficili», il ringraziamento di Di Battista va ai medici cubani, intervenuti tempestivamente scegliendo la cura più appropriata. Nemmeno le avversità, vissute su un lettino d’ospedale a L’Avana, sono riuscite a distogliere il suo animo dal consueto attivismo. La foto scelta a corredo dell’aggiornamento di salute ne è l’esempio. Si mostra sorridente di fronte a un muro di bandiere palestinesi e, se ciò non fosse abbastanza, la parte finale del post non lascia dubbi, con una dedica alla classica condanna verso quello che succede a Gaza

La partenza è prevista dunque per oggi, l’arrivo per domani o nei prossimi giorni, il tempismo è perfetto per rientrare in Italia nei giorni della festa del governo.

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