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“Dia spiegazioni invece di fare il martire-eroe”. Ora la politica chiede conto a Ranucci e Conte per la foto dell’Autogrill

Ci sono ancora diversi punti da chiarire sull’ormai nota foto di Renzi e Mancini in Autogrill. Lo scoop de Il Giornale solleva ulteriori dubbi sulla vicenda controversa

Il Giornale in queste settimane sta approfondendo il caso di Report e gli elementi finora emersi, messi in fila, spingono a porsi molte domande, soprattutto sul caso della foto in Autogrill che ritrae Matteo Renzi e Marco Mancini, che causò un terremoto politico e non solo. L’articolo pubblicato quest’oggi si basa sulle dichiarazioni di una fonte certa, secondo la quale “il leader 5S seppe del filmato quando era ancora a Palazzo Chigi. E la nomina di Mancini saltò”. Quindi, Conte avrebbe visionato il filmato da presidente del Consiglio e quello stesso filmato è stato possibile grazie a una “soffiata” dei Servizi. Si tratta di una circostanza che merita molta attenzione, della quale ora la politica inizia a tenere conto.

“Le rivelazioni pubblicate oggi dal quotidiano Il Giornale in merito al filmato dell’incontro all’autogrill tra Matteo Renzi e l’ex dirigente del Dis Marco Mancini gettano ulteriori ombre e interrogativi sul ruolo svolto da Giuseppe Conte in quell’occasione. Infatti, se fosse confermato che da presidente del Consiglio, detentore della delicatissima delega ai servizi segreti, ha visionato le immagini di quell’incontro ben prima che venissero trasmesse in televisione, ci troveremmo di fronte a un caso di gravità inaudita”, ha dichiarato Raffaele Speranzon, vicepresidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato. “Fratelli d’Italia pretende risposte chiare, immediate e non reticenti. L’onorevole Conte deve spiegare attraverso quali canali e per quale finalità ha avuto accesso a quel materiale. Ma soprattutto, il leader del Movimento 5 Stelle ha il dovere morale e politico di chiarire se vi sia stata una regia occulta che ha mosso leve istituzionali e apparati di intelligence dello Stato per confezionare presunti scoop giornalistici. E in particolare la trasmissione Report, condotta da Sigfrido Ranucci, se sia stata utilizzata in questa e in altre occasioni per colpire avversari politici”, ha aggiunto il senatore, spiegando che “le retromarce, le confusioni sulle date e le giustificazioni tardive fornite in passato da Giuseppe Conte non sono più sufficienti: oggi assumono il sapore di un goffo tentativo di occultamento. Anzi rendono laddove fosse possibile ancora più opaca la vicenda, che Conte deve chiarire”.

È una richiesta di chiarimento legittima che arriva dalla maggioranza di governo ma che dovrebbero avanzare tutti quei partiti, indipendentemente dallo schieramento a cui appartengono, in nome della democrazia e dello Stato di diritto. A prescindere anche dal fatto che fosse Ranucci alla conduzione, perché si tratta di temi di sicurezza nazionale che hanno la priorità su tutto. “Credo che Ranucci invece di fare il martire-eroe calcando i palchi e seminando insulti nei confronti di tanti, dovrebbe rispondere ad alcune domande e dare delle spiegazioni”, sono le parole di Maurizio Gasparri. Tra le altre cose, scrive il senatore azzurro in una lunga nota, “si apprende che la famosa vicenda dell’incontro tra Renzi e l’esponente all’epoca dei servizi segreti Mancini, andata in onda a Report, era già nota a Palazzo Chigi ai tempi di Conte. Pertanto, chi ha fatto questo filmato? Quali rapporti ha avuto con ambienti di varia natura Ranucci? Nessuno ha mai creduto ad un video fatto occasionalmente dalla signora che passava. C’è molto da approfondire sulle vicende e sui comportamenti di Ranucci. Non credo che lo farà la nuova edizione di Report. Ma speriamo che oltre ai giornali, anche la televisione, che ha tanti programmi di inchiesta, ci aiuti a capire di più”. Sono domande legittime quelle del senatore Gasparri, alle quali prima o poi bisognerà dare risposte concrete.

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