Alla sinistra senza idee sulla sicurezza che odia i poliziotti non sembra vero di poter attaccare le divise. Galeotto il convegno organizzato a Torino dal sindacato dei funzionari di polizia Fsp nel quale doveva parlare il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci. Apriti cielo. Il Viminale nel pomeriggio chiarisce dopo le proteste dell’opposizione e della Cgil: «È una iniziativa sindacale, non è prevista la partecipazione del questore di Torino Maurizio Gambino - indicato nella locandina - né il convegno costituirà aggiornamento professionale per gli appartenenti alla polizia di Stato».
Se Vannacci è il personaggio più citato negli ultimi 7 giorni sulle radio e tv italiane, più di Giorgia Meloni, è merito della sinistra che lo agita come pericolo per la democrazia. L’iniziativa promossa dal leader torinese del sindacato Fsp Luca Pantanella il 18 prossimo settembre aveva al centro «l’insicurezza urbana» ma è stata subito osteggiata dalla Silp Cgil, che ha chiesto formalmente al questore la revoca dell’autorizzazione perché «la presenza di Vannacci ne avrebbe messo in discussione la natura tecnico-scientifica», nonostante la presenza tra i relatori di giornalisti, imprenditori e criminologi. E giù allarme democratico, Costituzione calpestata e polizia ostaggio della politica, alla faccia dell’autonomia dell’attività sindacale e della stringente attualità del tema della sicurezza, vedi l’episodio di Bologna e la morte dell’immigrato sotto cocaina Abderrahim Fakir di cui sono accusati due agenti e il personale paramedico o l’aggressione ai due agenti a Roma da parte di un migrante.
La vicepresidente Pd del Senato Anna Rossomando annuncia un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi prima della precisazione, Angelo Bonelli stigmatizza («Chi nega il femminicidio forma la polizia? Vergogna!»), i Cinque stelle attaccano: «Il Viminale non nasconda la testa sotto la sabbia e si assuma le responsabilità di questa ennesima figuraccia», il Siulp invece accusa la Cgil di «incomprensibile ostracismo», visto che in passato non c’è stata alcuna levata di scudi per la presenza di altri politici invitati in kermesse sindacali. «Vogliamo solo rendere Torino più sicura e più appetibile per le imprese, censurare un convegno non è una soluzione», dicono i vertici di Fsp. Il deputato Fn Emanuele Pozzolo è netto: «Non ci faremo intimidire dalla cultura delle barricate». «Ovviamente le sfilate di Elly Schlein e Giuseppe Conte all’assise delle toghe di Area sono state un chiaro contributo culturale», ironizza su X Enrico Costa (Forza Italia). Nel giorno in cui i giudici di Roma scarcerano in poche ore il migrante che aveva aggredito due agenti si capisce chi, nello scontro politico, paga il prezzo più salato.
