È l’ultima mossa di Elly Schlein: tendere la mano a Giorgia Meloni, così da trasformare la protesta in proposta. Tre gli effetti: polarizzare la sfida con l’attuale premier, provare a isolare Giuseppe Conte e, infine, strizzare l’occhio alla galassia riformista.
Elly cambia passo nelle ore successive alla chiusura della Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia. Un cambio che si tocca con mano visto che nel giro di 24 ore prima si presenta a sorpresa a un’iniziativa di D’Alema con tutti i sindaci progressisti antiprimarie e poi invia una lettera a Repubblica, rivolgendosi alla presidente del Consiglio. La segretaria del Nazareno propone all’inquilina di Palazzo Chigi cinque interventi in materia di clima ed energia: «Come Partito Democratico siamo disponibili al dialogo su come utilizzare queste risorse al meglio, e in questo spirito costruttivo offriamo la nostra proposta di un piano in cinque interventi, fondato in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbero contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese». La sintesi è: «Uniamo le forze su energia e clima». E la premier le risponde: «Posso dire che sono contenta che ci sia un implicito riconoscimento del governo», dice.
È la nuova postura di Elly, presentarsi al Paese come una leader che dialoga con la premier, che trasforma i No in proposta politica, che si discosta dal populismo e che si faccia rotonda anche rispetto ad altri elettorati. L’idea di fondo è allargare il più possibile la base elettorale. È la stessa ragione per cui non si opporrà a una seconda candidatura del Pd, nel caso di primarie. Già, le primarie. È inevitabile che si vada in questa direzione. Resta da capire quale modello, quanto saranno aperte, e soprattutto se a uno o a due turni. Schlein caldeggia la formula con il ballottaggio finale e se fosse così ha già ricevuto l’endorsement di Franco Gabrielli, uno degli animatori del futuro partito di Ernesto Maria Ruffini che verrà presentato il prossimo 10 ottobre all’Eur. L’ex capo della polizia e della Protezione civile, ospite di Giovanna Pancheri a Start su SkyTg24, si è espresso così: «Voterei Schlein in caso di sfida con Conte». Di più: nel caso di doppio turno sarebbe nell’aria la candidatura di Giorgio Gori che potrebbe fare da catalizzatore di tutta l’area moderata del centrosinistra e al secondo turno convergere su Elly. Una strategia che alla fine di tutto ha un solo obiettivo: arginare l’avvocato del popolo. Per dire, la mossa di scrivere alla premier è stata apprezzata anche dal mondo riformista. «Bene ha fatto la segretaria a fare un’offerta a Giorgia Meloni su un tema concreto, anche perché si tratta di una proposta riformista che va nella direzione di costruire un centrosinistra di governo», argomenta Filippo Sensi.
