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Elly tra il mandato in scadenza e la deroga. Rischio di “segreteria abusiva” nel Pd

Schlein vicina alla fine dell’incarico. Due strade: congresso o proroga. Sarà Bonaccini a convocarla per scegliere la soluzione. Ma il voto si avvicina e l’ala centrista di Ruffini ne approfitta per trasformare l’associazione “Più Uno” in un partito e pesare sulle liste

Tra i dem In alto Stefano Bonaccini, al centro Ernesto Ruffini, in basso Goffredo Bettini

Uno scenario che forse la segretaria del Pd preferirebbe non ripetere. Anche perché diminuirebbe il bacino di consensi dentro la galassia democrat. Dal 13 settembre Elly Schlein potrebbe essere una segreteria abusiva. E c’è già chi se ne sta approfittando. È il mondo cattolico-centrista che risiede sia all’interno del Nazareno sia all’esterno. Va in questa direzione l’attivismo di queste ore di Ernesto Maria Ruffini che nei prossimi giorni potrebbe trasformare l’associazione Più Uno in un vero partito, dove convergerebbe anche Franco Gabrielli, ex capo della polizia ed ex sottosegretario di Mario Draghi con un passato nei giovani democristiani. L’attivismo della galassia cattolica e centrista avrebbe un solo scopo: far sentire questa pressione per ottenere maggiore peso nelle liste delle prossime politiche. E si legge in questa chiave anche l’iniziativa di Alessandro Onorato, l’assessore ai Grandi eventi del comune di Roma, assai vicino a Goffredo Bettini, che ha annunciato una candidato alle primarie. Movimenti e mosse che si inseriscono - come si diceva sopra - in un momento delicato della segreteria Schlein.

C’è infatti un dossier di cui non si parla e che viene tenuto sotto traccia nella strettissima cerchia della numero uno del Pd. Per capire la ragione per cui fra qualche giorno Schlein si potrebbe trasformare in una segreteria abusiva, senza più i pieni poteri, bisogna consultare lo Statuto dei democratici. Che all’articolo 8, comma 2, recita così: «Il presidente dell’Assemblea nazionale indice l’elezione dell’Assemblea e del segretario nazionale sei mesi prima della scadenza del mandato del segretario in carica». Schlein è diventata segretaria del Pd il 12 marzo del 2023. Senonché entro domenica il presidente dell’Assemblea, Stefano Bonaccini, dovrebbe convocarla per stabilire il da farsi. Due gli scenari: o il congresso oppure Schlein potrebbe chiedere una deroga per posticipare l’assise a dopo l’apertura dei seggi delle elezioni politiche. Al momento le sue truppe sono in silenzio e non pronunciano la parola deroga che danno per scontata. Anche perché risulta evidente a tutti che «Elly» voglia giocarsi la partita della leadership. Anzi, desidera a tutti i costi che sia lei a guidare la coalizione di centrosinistra, con o senza primarie. Scontato dunque che l’idea di posticipare il congresso sia nella cose. D’altro canto, chi si confronta assiduamente con la segretaria le fa notare che senza una proroga del suo mandato qualsiasi atto potrebbe essere impugnato. «Figurarsi la formulazione delle liste lei da abusiva», scherzano alcuni dirigenti in Transatlantico.

Deroga sia. Ma deve essere almeno di un anno perché ad ora nessuno sa rispondere alla domanda sulla data delle elezioni politiche. La legislatura scadrebbe naturalmente nel settembre del 2027. È noto nei palazzi che potrebbe finire con qualche mese di anticipo, così da celebrare le politiche nella primavera prossima. Del dossier la segretaria del Pd potrebbe accennare qualcosa nel corso del comizio finale di domenica pomeriggio alla festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia. Osserva Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex senatore di rito riformista: «Ci deve essere una decisione dell’Assemblea che sposta in avanti il congresso. Non sarebbe del tutto logico fare il congresso e le primarie di coalizione». Inoltre la richiesta di una deroga in assemblea richiede un requisito: la maggioranza assoluta dei componenti. In sintesi, sarà una passeggiata per l’attuale segreteria ottenere la deroga di un anno o qualcuno in Assemblea potrebbe farle uno scherzetto? C’è un precedente che rimanda al 2012. All’epoca il segretario era Pierluigi Bersani, le elezioni politiche si celebrarono nel febbraio del 2013 e le primarie di coalizione vennero aperte anche ad un’altra candidatura del Pd.

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