Emanuele Pozzolo, ex eletto di Fratelli D'Italia ora transitato in Futuro Nazionale con il generale Roberto Vannacci, è da ore al centro delle cronache per un incidente fatto con il proprio Suv nel pomeriggio di martedì mentre transitava attraverso i boschi del biellese. Ma non è questa la vera notizia: ai controlli standard a seguito di eventi come questi è stato riscontrato un valore di alcol superiore al consentito, che ha portato alla temporanea sospensione della patente per l’onorevole.
“Ho fatto aquaplaning dopo aver preso una pozzanghera”, ha spiegato lui. Il tempo in quelle ore era inclemente ma resta il quantitativo di alcol superiore al consentito, anche se Pozzolo si lamenta: “Contro di me si è scatenato l’ennesimo sciacallaggio mediatico”. Ennesimo perché solo pochi anni fa Pozzolo è stato coinvolto nello spiacevole episodio del cosiddetto “sparo di Capodanno”, che ha portato a una condanna in primo grado e alla fuoriuscita da FdI. Alcune voci circolate ieri hanno parlato di una forte contrarietà da parte di Vannacci nei confronti del suo parlamentare, che però con La Stampa respinge ogni ricostruzione, sostenendo che “Vannacci sa riconoscere gli atti di sciacallaggio politico rispetto a vicende che attengono alla sfera personale”.
Pozzolo sostiene che “mettere in relazione l’uscita di strada con la positività all’alcoltest è fuorviante e bollarmi come ubriaco è da querela”, perché “essere positivi all’alcoltest non significa essere ubriachi. Con le attuali leggi bastano due bicchieri di vino per raggiungere il valore che sarebbe risultato dai controlli effettuati dalla Polizia Stradale”, che sottolinea di aver fatto volontariamente. A causa del forte temporale, Pozzolo si è “imbattuto in una pozzanghera che ha causato un effetto aquaplaning”. A quel punto, prosegue, “l’auto è andata via e sono finito fuori strada. Forse c’è stato anche un problema con uno degli pneumatici posteriori”. Nello stesso tratto, a pochi chilometri di distanza, Pozzolo sostiene che un’altra auto ha avuto lo stesso problema, uscendo di strada. Ora la sua attività sul territorio dovrà essere modificata, visto che non potrà guidare per alcune settimane, ma l’onorevole non sembra scoraggiarsi: “Sono abituato all’odio dei social e a commenti anche peggiori di quelli che leggo oggi.
Chi mi ama mi ama, chi mi odia mi odia, me ne sono fatto una ragione”. Per quanto accaduto si rimprovera “di aver sottovalutato le condizioni meteo così pericolose. Non avrei dovuto mettermi al volante con quella pioggia”.