Il futuro è passato da qui e il presente per tre giorni dal 25 al 27 ottobre, è passato da Firenze.
Si è chiuso nel migliore dei modi il Festival delle Regioni, intitolato appunto, “il futuro è passato da qui”. Una testimonianza chiara di come dai territori e dagli Enti Locali possa partire un’idea concreta e nuova di Repubblica, dove tradizione, patrimonio culturale, storico e impresa, si possono unire virtuosamente per contribuire alla modernizzazione del Paese.
La giornata conclusiva, dopo le alte presenze istituzionali dei giorni scorsi, come quella del capo dello Stato Sergio Mattarella, ha visto alternarsi sul palco la sindaca della città Sara Funaro, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e gli interventi dei ministri Tommaso Foti, Adolfo Urso, Orazio Schillaci, rispettivamente degli Affari Europei, del Made in Italy, della Salute, del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, della Puglia Antonio Decaro, dell’Emilia Romagna Michele De Pascale, dell’Abruzzo Marco Marsilio, del Lazio Francesco Rocca, delle Marche Francesco Acquaroli, del Piemonte Alberto Cirio, della Calabria Roberto Occhiuto e della Sardegna Alessandra Todde.
Hanno inviato messaggi estremamente significativi la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
“L’importanza della storia è un genio che non smette mai di inventare, creare, costruire e la funzione generativa delle Regioni in un momento di passaggio e di crisi come questo”, è il messaggio che ha lanciato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, facendo il bilancio del Festival, “un bilancio estremamente positivo; perché dal confronto delle varie esperienze, a 25 anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, le Regioni - ha concluso il presidente - possono diventare sempre più protagoniste e centrali nella vita dei cittadini”.
