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Fi difende unità e Perego. La Lega insiste: primarie

Tajani: “Proposta non per dividere ma per governare la città”. Il Carroccio: “Candidato sbattuto sui media senza dialogo. Sardone è vincente”

Matteo Perego sottosegretario di Stato al Ministero della difesa italiano, Antonio Tajani, Ministro degli Esteri, Dolors Montserrat segretaria generale PPE, eurodeputata, Letizia Moratti Letizia Moratti, Presidente Consulta Nazionale di Forza Italia, eurodeputata e Stefania Craxi, Capogruppo Senato, durante l'evento di Forza Italia dal titolo: 'L'ottimismo della volont�' . Milano, 11 Ottobre 2026. ANSA / Paolo Marelli NPK

Forza Italia difende l’unità del centrodestra ma tiene il punto sulla candidatura del sottosegretario Matteo Perego di Cremnago perchè «Milano è la città che vogliamo governare e abbiamo proposto lui non perchè ha la tessera del partito ma perchè incarna lo spirito di milanesità di cui ha bisogno» ha dichiarato ieri il segretario nazionale Antonio Tajani alla chiusura della tre giorni di kermesse in via Mecenate. La Lega insiste sulle primarie «se i partiti non trovano l’accordo» e sul nome della vicesegretaria Silvia Sardone, «siamo sicuri che nessuno avrà paura di confrontarsi sul gradimento e i desideri dei nostri elettori». É ancora muro contro muro sul candidato sindaco, in sintesi. Anche se dopo le scintille scatenate dal coordinatore regionale di Fi Alessandro Sorte sabato - «no ai gazebo, se la Lega volesse fare una partita identitaria e correre da sola non sarebbe una tragedia» - ieri Tajani ha ricucito l’unità del centrodestra. «Abbiamo fatto una proposta agli alleati ma non vogliamo che sia divisiva - spiega -. L’abbiamo fatta non con aggressività, non per dividere, ma per unire con buoni contenuti e con le capacità necessarie per un sindaco. Perego incarna quello spirito di rinnovamento ma anche di comprensione degli umori della città che non sono quelli espressi dalla sinistra o dall’estrema destra». A stretto giro arriva il rilancio della Lega sulle primarie, tra Perego, Sardone e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi che è il terzo nome sul tavolo, sponsorizzato anche da Ignazio La Russa. L’ipotesi Perego invece, prima che da Fi, era stata avanzata dal ministro meloniano Guido Crosetto.

«Ascoltiamo le parole di Tajani sul fatto che la proposta Perego non voglia essere divisiva. Ne siamo felici» premette il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina. «Viene però da chiedersi - contesta -: se Fi non vuole dividere, allora perché sbattere Perego su tutti i quotidiani e tg senza alcun dialogo preliminare con gli alleati e dichiarando a più riprese la volontà di andare disuniti, prima con Cottarelli e poi con il sottosegretario? O è una mossa fin troppo maldestra, della quale qualcuno dovrebbe prendersi la responsabilità, o è apertamente prevaricatoria». Ma «fossilizzarsi sugli errori non serve, bisogna andare oltre. Ripartiamo da una scelta che porti alla vittoria lasciando da parte i personalismi». La Lega «mette a disposizione Sardone, riconosciuta da tutti i sondaggi come la più nota rispetto a Perego e Lupi e con la più alta probabilità di vittoria. Se non si trova la quadra, rimettiamo la scelta ai cittadini con le primarie».

Le bocce resteranno ferme fino al congresso straordinario della Lega in programma il 24 e 25 ottobre. Anche Lupi ha spostato a «fine ottobre» la scadenza per la scelta del nome. Sardone crede «nel centrodestra unito, quindi se mi si chiede se penso di poter vincere come candidata della coalizione la risposta è sì. Se la domanda è se correrei senza la coalizione unita la risposta è ovviamente che il centrodestra non può e non deve andare diviso». Perego è «sicuro che i leader troveranno come sempre la sintesi migliore. Siamo sempre arrivati uniti alle nostre sfide più importanti e Milano ovviamente merita il massimo dell’attenzione politica. Primarie? Sono uno strumento che serve alla sinistra, che è divisa su tutto, per trovare una sintesi».