«Con tutto il rispetto per la figura di Mario Calabresi, che stimo, i moderati non hanno l’anello al naso. L’ex governatore Roberto Formigoni commenta la (quasi) discesa in campo del giornalista come candidato sindaco del centrosinistra e non concorda «su questo» con l’ex sindaco Gabriele Albertini, «i moderati non guarderebbero solo il nome ma la coalizione che lo sostiene. E un peso significativo sarebbe della sinistra radicale. Questa coalizione si è rivelata determinante nelle scelte politiche, assolutamente radicali, delle giunte di Sala. Milano è stata trasformata in una città per ricchi, si sta combattendo una guerra contro le auto. É la città del lavoro, che ha bisogno di muoversi, qui si cancellano parcheggi, si mettono divieti, sanzioni. Il moderato, che non ha l’anello al naso, valuterebbe bene qual è la coalizione che sostiene Calabresi. E Calabresi non sposterebbe i loro voti». Formigoni sostiene poi che nel centrodestra è «assolutamente ridicola» la polemica tra civico e politico: «Serve un candidato che abbia una personalità riconosciuta, che sia ritenuto capace di governare una città complessa come Milano, che sia capace di scaldare gli animi. I nomi in campo? Tutti interessanti, sia il politico Lupi sia i civici sia quelli che hanno fatto politica in anni passati». E il centrodestra «parte in grave difficoltà, con 10-12 punti di svantaggio. Sarà una campagna complicata, ci vuole una personalità generosa, che abbia voglia di spendersi perché bisognerà girare tutti i quartieri. Impegno 7 giorni su 7 per 8-10 mesi. La scelta va fatta entro fine settembre, il 30 è la deadline». Ribadisce che «non bastano social e tv, occorre l’incontro personale, l’elettore vuole vederti e sentirti parlare e dire se sarò eletto, questo è il mio indirizzo, potrai venire a cercarmi e sarò a tua disposizione. Posso fare una domanda perfida? Calabresi sarebbe pronto a fare in campagna così?».

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