Il podio

Il francese anti italiano, Formigli polemico, la saga dei Soumahoro: il podio dei peggiori

Il ministro dell'Interno francese Darmanin definisce l'Italia un Paese "nemico". Formigli e i giornalisti scandalizzati dalla Meloni che non ha tempo per le domande. La saga dei Soumahoro

Il francese anti italiano, Formigli polemico, la saga dei Soumahoro: il podio dei peggiori

Avremmo potuto dedicare l'intero podio dei peggiori alla famiglia Soumahoro. Lui, Aboubakar ​Soumahoro, il sindacalista dagli stivali di gomma che per mesi ci ha fatto la ramanzina su quanto poco siano accoglienti gli italiani con gli immigrati, sul gradino più alto a svettare sulla moglie, Liliane Murekatete, nota anche come Lady Gucci, e sulla suocera, Marie Therese Mukamitsindo, ora indagata per malversazione. Sarebbe stato un podio degno della sinistra buonista che, come al solito, predica bene ma razzola male. Alla fine ve lo abbiamo risparmiato. E quindi...

Al terzo posto ecco tornare i bulletti francesi. Nulla a che fare con i mondiali in Qatar. Nei giorni scorsi, come già il presidente Emmanuel Macron qualche settimana fa, è stato il ministro dell'Interno Gérald Darmanin ad alzarsi in piedi e dal nulla cannoneggiare contro Roma. Manco fosse la reincarnazione di Napoleone, ha definito l'Italia un Paese "nemico". "Che dobbiamo fare, la guerra?", ha commentato (basita) la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen. Ancora ieri, prima del Consiglio Ue sui migranti, il ministro ha lanciato il suo anatema: "Niente ricollocamenti se non aprono i porti alle Ong", ha tuonato. Darmanin è sicuramente rimasto scottato per aver perso il braccio di ferro con Giorgia Meloni sulla Ocean Viking ma, anziché fare la guerra a noi italiani, non gli viene in mente che potrebbe unire le forze nel contrastare l'immigrazione clandestina? Figuriamoci! Loro, che ci fanno sempre la morale, i clandestini ce li rimandano, nottetempo, di nascosto.

Al secondo posto c'è Corrado Formigli. Non è solo. Con lui tutti quei giornalisti (tanti) che si sono scandalizzati perché dopo aver presentato la legge di Bilancio i ministri e la Meloni andavano di fretta. "I giornalisti stanno al mondo per fare domande, i politici hanno il dovere di dare risposte", ha subito twittato il direttore della Stampa, Massimo Giannini. Che l'indomani è corso a ospitare un'intervista pedagogica al conduttore di PiazzaPulita: "Deve essere istituzionale. E rispondere alle domande senza dare in escandescenze". Una polemica sterile e per di più assurda. Non si erano visti cronisti tanto grintosi ai tempi dell'accoppiata Rocco Casalino-Giuseppe Conte. E che dire di Draghi che garbatamente diceva "A questa domanda non rispondo"? Se ne stavano sempre zitti. Incomprensibile, dunque, la pantomima di martedì scorso.

E, a proposito di pantomime, veniamo a quella dei Soumahoro. Ricordate quando sui social, in preda agli singhiozzi, faceva la vittima: "Mi dite cosa vi ho fatto? È da una vita che sto lottando per i diritti delle persone, da una vita... Vent'anni per strada a lottare per dare dignità alle persone. La mia vita è stata caratterizzata dalla lotta contro qualsiasi forma di sfruttamento. Voi mi volete morto". Una recitazione degna di Hollywood. Addirittura da Oscar. Dopo tutto nel film che ci ha fatto vedere questa settimana ci sono tutti gli ingredienti migliori per vincere la statuetta: lui, la moglie, la suocera, gli scandali... In attesa che l'Academy di Los Angeles si pronunci si beccano tutti quanti il primo posto nel podio dei peggiori di questa settimana!

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