La sinistra ci riprova e in vista delle elezioni del 2027 prova a rimettere in campo il tema della patrimoniale. Non stupisce che sia stato Nicola Fratoianni a riproporlo, quel che colpisce è che l’abbia fatto dal palco del Pd durante la festa dell’Unità, che in un certo senso avalla la proposta come Campo largo. “Troppe volte mi sento un po’ solo: ma è uno scandalo dire - in un Paese come il nostro dove la ricchezza complessiva cresce solo che si distribuisce in modo indecentemente ineguale con i miliardari che sono sempre più miliardari e le persone che non ce la fanno ad andare avanti sono sempre più in difficoltà, e milioni di persone hanno rinunciato a curarsi perché non se lo possono permettere o che non possono più mandare i figli all’università - a 50mila italiani su quasi 60 milioni di abitanti che hanno un patrimonio personale netto superiore ai 5 milioni di euro non un euro in meno, è uno scandalo chiedere un piccolo sacrificio da reinvestire nel segno dell’interesse generale? Mica non li dobbiamo mandare in povertà”, ha dichiarato.
È una vecchia battaglia socialista che in Italia non ha mai sfondato e che, dove è stata passata, ha causato più danni che benefici. Dalla New York socialista di Zhoran Mamdani, per esempio, i super ricchi stanno fuggendo per rifugiarsi altrove ed è solo uno degli esempi più recenti. “Ecco quando io chiedo coraggio al centrosinistra dico anche queste cose qua, perché se noi alziamo gli stipendi ai cittadini italiani , se gli diamo una casa e un futuro forse la propaganda della paura trova un ostacolo”, ha proseguito. La patrimoniale è un tema che si ripete ciclicamente, che la sinistra a ogni elezione prova a proporre e puntualmente è costretta e ritirarlo, sia perché la reazione degli elettori è tiepida, se non fredda, sia perché all’interno stesso dei partiti ci sono sensibilità diverse che spaccano il fronte comune.
“Alla lotta di classe ‘Tesla e champagne’ di Nicola Fratoianni, che insiste sulla patrimoniale, noi contrapponiamo lavoro, crescita e conti pubblici in ordine. Sia chiaro: finché ci sara’ il governo Meloni, nessuno metterà le mani nelle tasche degli italiani”, ha dichiarato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. “Abbiamo chiuso in soffitta il fallimentare Reddito di cittadinanza e oggi contiamo 1.305.000 nuovi contratti a tempo indeterminato. Lo spread è sceso e, dall’ottobre 2022 a oggi, il valore della Borsa italiana è più che raddoppiato. Se la patrimoniale è il punto d’incontro della sinistra gli italiani avranno le idee ancora più chiare”, ha sottolineato il ministro, che sottolinea come da una parte ci sia “un centrodestra che rilancia l’economia, crea lavoro e sostiene la crescita; dall’altra una sinistra che vuole più tasse. La scelta, come sempre, spetta agli elettori e per la sinistra sarà una sonora bocciatura”.
