Addio alle armi. Di nuovo. In poche ore Vannacci ha perso altri 700 iscritti. La settimana scorsa Il Giornale ha riferito dei 500 militanti di Sassari che in un colpo hanno lasciato l’ex generale e aderito a Italia Domani, di Marco Rizzo.
Ora diamo la notizia dell’addio di dieci circoli in provincia di Cuneo (nei prossimi giorni ne seguiranno altri tre), uno dei più grandi di Latina (il 465) e del 167 di Benevento. Anche loro passano con Rizzo. Dopo la delusione delle elezioni suppletive di Reggio Calabria, che Vannacci sognava di trasformare nella sua Sassonia-Anhalt ma il centrodestra a guida forzista ha vinto col 52% contro l’11 di Fn (dai würstel all’nduja l’eurodeputato eletto con la Lega pensava fosse un attimo), Futuro Nazionale deve fare i conti con un nuovo fuggi fuggi.
Giovanni Seia, cuneese ed (ex) tessera numero 423, è stato tra i primi a credere all’ex generale, che però ha mandato in rotta i propri soldati: «Non c’è meritocrazia né democrazia», ci dice Seia, «lo statuto prevede che i responsabili regionali e provinciali siano eletti dai congressi, che però non ci sono mai stati. Viene affidato tutto agli eletti dalla direzione nazionale, e questo non accade solo qui. Questi eletti, che decidono tutto come i parlamentari», spiega Seia, che ha fondato il circolo di Cavallermaggiore da cui poi sono nate diverse «succursali» (550 iscritti), «in gran parte provengono dal partito di Alemanno, confluito in Futuro Nazionale, che si è riempito di personaggi di estrema destra nei quali noi non ci riconosciamo. Vannacci continua a dire noi siamo l’unica destra, ma non è vero, esiste la destra sociale, quella moderata, non ci possono essere solo gli estremisti. Noi non vogliamo avere a che fare con queste persone». Seia aveva aderito nel 2025 all’associazione «Il mondo al contrario». Dicevamo del comitato di Latina, 98 iscritti. Il referente, che ora passa con Rizzo è Massimo Perrone: «Abbiamo detto serenamente grazie generale, arrivederci». Perché? «Simoni, il coordinatore nazionale, ha dato tutto in mano a gente uscita dalla Lega e a persone chiacchierate. Il coordinatore locale è stato calato dall’alto, prima ancora che fosse iscritto al partito. Se questo è Futuro Nazionale, ci siamo detti, meglio abbandonare. Anche a noi eravamo contrari all’ingresso di Alemanno», prosegue Perrone, «una figura politicamente finita e che ora sta con Vannacci solo per tornare in pista». Federico Paolucci ha, o meglio aveva 40 iscritti a Benevento: «Avere una destra alla destra del centrodestra, come vuole Vannacci, significa fare un favore alla sinistra. Questa diaspora non ha senso».
Rizzo, al Giornale, dichiara che «la posizione di Vannacci rischia di non essere compresa. Deve avere capacità di discernimento e lo dico io, che sono convinto che destra e sinistra siano categorie superate, però la Schlein al governo significherebbe consegnare il Paese alla più grande iattura, al partito più conseguente alla mondializzazione neoliberista».
In serata, a Porta a Porta, dopo la Calabria Vannacci ha provato a minimizzare e rilanciare: «Non abbiamo perso, siamo indispensabili al centrodestra. Il seggio di Reggio Calabria per noi era inespugnabile». Ma non doveva essere la Sassonia?
