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Interni

I necrofagi a caccia del defunto

Chi tratta la morte di Berlusconi come una notizia da verificare

La ricetta di Berlusconi: "Rivoluzione fiscale con la flat tax al 20%"

Se è in paradiso, dev’essere fiscale: così ragionano i necrofagi che trattano la morte di Berlusconi come una notizia da verificare. Continuano a cercarlo, disperati: nelle carte giudiziarie (dove resuscita, miracolo) e a dedicargli articoli e libri. Partendo dai questi: «Il Santo» di Marco Travaglio (2023) e «Berlusconi Files» di Pino Corrias (2026) e poi «Il regista di Berlusconi» di un turlupinato Roberto Gasparotti (prefazione di Travaglio) mentre il pm Tescaroli ha pubblicato «Il biennio di sangue» (2025) anche lui per Paperfirst, l’editrice del caro estinto. Poi c’è Report, servizio pubblico di riesumazione con Mondani addetto all’eterno ritorno: sette-servizi-sette dove Berlusconi è una sorta di orco notturno a margine di capitali mafiosi, di un’oscura Fi, di innominabili nemici di Falcone e ovviamente di un Dell’Utri forever. Per dire: soltanto la presunta inchiesta «Il signor D.», che si apriva col funerale di Berlusconi, durava 89 minuti. Anche quando il protagonista si chiama Marcello, il morto si chiama Silvio. Poi ci sono i dischi rotti dell’eterno sospetto, le inchieste giudiziarie con pietanze già analizzate, masticate, rimasticate, digerite e infine espulse ma che ci ritroviamo organicamente nel piatto: ecco che, dopo due o tremila archiviazioni su Berlusconi-Dell’Utri-stragi-mafia, una nuova seduta spiritica riciccia Berlusconi nel processo a Salvatore Baiardo (amico dei Graviano) e poi mancava l’ormai libero Giovanni Brusca, uno che ha smesso di dire la verità negli anni ’90: e giù altra sbobba sui capitali Fininvest con naturalmente nulla di nuovo. Caltanissetta: l’ergastolano Graviano vuole parlare ancora dei suoi rapporti con Berlusconi: respinto. Milano: riparte il Ruby ter (22 imputati) a sedici anni dai fatti, Ruby presto sarà pensionata. Processo a Dell’Utri perché Berlusconi gli regalò dei soldi: «Il prezzo del silenzio». Ha dato lavoro a moltissimi italiani, nemici compresi: neanche da morto ha mai licenziato nessuno.