Solo un segugio dal fiuto sopraffino come Ranucci poteva scoprire cosa c’è veramente dietro il caso che lo riguarda. Un ingenuo, leggendo le carte, potrebbe pensare che ci sia quel cialtrone di Lavitola, con i suoi spaghetti alle vongole da Cefalù e la sua banda di amici camerunensi-napoletani. E poi una inchiesta della Procura di Roma da cui escono carte e intercettazioni che poi finiscono sui giornali (sistema che a Report dovrebbero conoscere bene). Macché, dietro la finta bomba messa dal faccendiere e il caso Ranucci, con la conduzione di Report messa in dubbio dalla Rai per non sputtanare il programma e la redazione, c’è - ha scoperto Ranucci - un complotto mondiale, una manovra dei poteri forti non solo italiani ma internazionali ordito per schiacciare la libera informazione. Si va da Jeff Bezos a Elon Musk, poi ovviamente il governo Meloni, la famiglia Angelucci, Bannon, Nethanyau, la P2 di Licio Gelli. Tutti uniti per colpire lui e farlo allontanare dalla Rai. Uno scenario dietrologico degno di un terrapiattista no Vax (se la dietrologia la fa la giudice Forleo, invece, parte la querela). Si potrebbe pensare che un fiuto del genere Ranucci avrebbe potuto anche applicarlo per scoprire che Valter Lavitola è un tipo totalmente inaffidabile. Non serviva nemmeno un’inchiesta, bastava Wikipedia per capire che era meglio andare a cena al ristorante più avanti invece che al suo. Quando poi Lavitola, aiutato dal comune amico buttafuori Clesio Tavares, ha iniziato a inviargli sondaggi per lanciarlo come candidato premier e a parlargli del rischio di una bomba, ecco, non serviva Bob Woodward per capire che forse era il caso di cambiare compagnia. Invece, sicuramente a sua insaputa, Ranucci è caduto mani e piedi nella zuppa di pesce di Lavitola. Si vede che era un complotto troppo meschino per accorgersene, lui scopre solo i complotti mondiali.

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