C’era un sistema? E quanto era collaudato? Il caso dell’attentato di Sigfrido Ranucci impone una riflessione di questo genere, soprattutto a fronte di una conversazione di cui Il Giornale è venuto in possesso e che riguarda Clesio Tavares (il factotum di Valter Lavitola) con sua moglie Gelsomina Tuorto. In uno scambio avvenuto su WhatsApp tra i due coniugi, infatti, discutevano della gestione del loro figlio minorenne e dell’assenza di Clesio (che si trova ancora in Camerun per presunti motivi di lavoro): ed è lì che Gelsomina ha fatto presente al marito le difficoltà in cui si versava la famiglia, in particolar modo di natura economica, di cui solo lei si stava facendo carico vista la sua assenza. Una conversazione in cui la moglie faceva capire come l’attività di Tavares in Camerun fosse riconducibile a Lavitola, indicando quest’ultimo a tutti gli effetti il suo datore di lavoro. Ma Tavares, nonostante l’insistenza della coniuge, sembrava essere reticente all’idea di chiamare Lavitola. Motivo per cui Gelsomina faceva capire di essere pronta a contattare Valter direttamente: «E allora fammi capire, fammi capire sarà sempre così? Devo parlare con lui?Che devo fare?». E ancora: «Comunque, io voglio fare una telefonata a Valter». Poi fa comprendere la data di allontanamento di Tavares: «Senti, senti, senti, manchi dal 13 aprile». La moglie insisteva nel voler comprendere da quanto Tavares non avesse rapporti con Lavitola, ed è qui che la risposta appare ancora più sorprendente: «Da stamattina». I rapporti tra i due, quindi, non si erano interrotti neanche dopo l’attentato. Una conversazione che sarà decisiva per gli inquirenti, che giungono così al faccendiere. Un elemento che rappresenta un punto di svolta per le indagini, perché è lì che spunta il presunto mandante e la sua rete di collegamenti. È lì che finalmente si riesce a comprendere cosa leghi i quattro esecutori materiali al conduttore di Rai 3.Il ruolo centrale di Tavares emerge anche dalle conversazioni tra i quattro arrestati per l’attentato. Sarebbe stato lui a suggerire il nome del legale (Sica) qualora le indagini avessero avuto un’accelerazione. E avrebbe fatto un sopralluogo a Pomezia il 10 ottobre quindi meno di una settimana prima dell’attentato. Con quale macchina? Quella del suocero, ovvero Pasquale Tuorto. Su quella macchina sarebbero saliti Pellegrino D’Avino, Marika De Filippis, Saverio Mutone e probabilmente anche un altro soggetto.Il nome di Tavares figura in un’indagine della Dda di Napoli sul clan Russo, organizzazione criminale che opera nella provincia di Napoli. È la classifica figura del mondo di mezzo, cerniera tra la manovalanza e il livello alto. Lavitola definisce Tavares un figlio. Agli atti risulta che il camerunense sia dipendente di Lavitola dal 2017. Gli avrebbe fatto anche da autista e non è escluso che proprio Tavares abbia accompagnato Lavitola a casa Ranucci in una delle due cene avute con Mr Report. Resta da comprendere se Ranucci lo conoscesse o meno. Su questo ha evitato di rispondere alla domanda de Il Giornale, pur essendo il primo a manifestare dissenso verso chi eludeva le domande della sua squadra.
