Il jolly del Cav: "Niente tasse a chi assume"

Berlusconi a Porta a porta attacca Monti su fisco e lavoro. Dopo l'affondo sull'Imu, ecco la ricetta del centrodestra per rilanciare l'occupazione

Silvio Berlusconi ospite della trasmissione "Porta a Porta"
Silvio Berlusconi ospite della trasmissione "Porta a Porta"

Roma - La proposta forte arriva dal salotto di Bruno Vespa. Berlusconi, a Porta a porta, butta sul tavolo un altro jolly: per combattere la disoccupazione si potrebbe non far pagare le tasse a quelle imprese che assumono «almeno una persona a tempo indeterminato». «Si può fare qualcosa di eccezionale - dice - in Italia ci sono circa quattro milioni di imprese e si può proporre immediatamente di fare in modo che se si assume anche solo una persona a tempo indeterminato per 3-4-5 anni non si pagano i contributi né le tasse: è come se fosse un'assunzione in nero». L'idea nasce da un dato di fatto: «I disoccupati sono arrivati alla cifra di quasi 3 milioni. Dato impressionante: 37 giovani su 100 non trovano lavoro; una tragedia vera e propria».
Nessuno sconto a Monti: «Ha applicato un'austerità che può portare al fallimento dello Stato». Il Cavaliere si fa paladino dei diritti delle aziende: «C'è un fenomeno molto grave e cioè il ritardo nei pagamenti delle imprese ai fornitori - accusa - È colpa dello Stato che in alcuni settori come la Sanità paga con ritardi enormi. Chi paga più in fretta è la Lombardia che paga le imprese a un anno». E ancora, un occhio all'altro male atavico: la burocrazia. Occorre «togliere tutte le autorizzazioni necessarie per aprire negozi o imprese o avviare cantieri e trasformarli in controlli successivi», propone l'ex premier.
Quindi graffia i suoi avversari e si discolpa per la mancata rivoluzione liberale: «Non avevo il 51% come Pdl, ma avevo Fini come alleato... Ecco perché se gli italiani continuano a votare Fini e Casini e la sinistra non si va da nessuna parte; ed è inutile che si lamentino». Attacca: «Il Pd ha già ufficialmente dichiarato che ove avessero difficoltà ad operare collaboreranno con Monti. Quindi i voti dati a Casini, Fini e Monti sono voti al Pd».
Poi si concede una battuta su Casini: «È belloccio, va in tv e piace alle signore, ma io sono più bello quanto poi alla classe...». E ancora: «Fini, Casini sono lì a spese nostre da 30 anni. Io ho messo nelle casse dello stato miliardi e miliardi. Lei si affiderebbe a Berlusconi per rimettere su una impresa o a questi chiacchieroni?». Ma ne ha anche per il Professore: «Il Monti che ho conosciuto io era finto...». Le loro strade difficilmente si incontreranno. «Non ci starei a lavorare con lui», taglia corto. Mentre invece non esclude un accordo col Pd sulle riforme costituzionali anche se «è qualcosa di molto difficile».
Siparietto con Vespa sulle mancate riforme con il conduttore che ripete quanto dice di solito il Cavaliere. E Berlusconi: «Facciamogli un applauso». Ma se è così, insiste Vespa, «perché dovrebbero votarla di nuovo?». «A me basta avere quanto ho avuto l'altra volta: il 40%». Per il Cavaliere l'obiettivo non è lontano: «Arriviamo al 30,7%-31%», giura il Cavaliere che cita i suoi sondaggi. Poi rivela: «Correrò per il Senato». Sul candidato premier, invece, lancia il segretario del Pdl: «Penso che la coalizione vorrà Alfano. Io mi propongo come ministro dell'Economia e dello Sviluppo». E assicura: «Rivedrei il fiscal compact».
Sulle pensioni, il Cavaliere è realista: «Non sarà facile intervenire». Poi cita Einaudi: «Come lui penso che lo Stato spenda meno bene i soldi rispetto ai cittadini e, quindi, bisogna che i soldi rimangano nelle tasche dei cittadini». Sul fisco: «Sono il premier che ha combattuto di più l'evasione facendo passare da 7 a 11,7 miliardi le risorse recuperate dall'evasione». Quindi l'impegno: «Abrogheremo l'Imu sulla prima casa». Perché votarla allora? «Non potevamo mandare a casa Monti dopo 20 giorni». Quindi altro siparietto con Vespa: «Lei è come la Gruber, non mi lascia parlare», lamenta il Cavaliere. «Una signora non si tratta così», ribatte Vespa. E Berlusconi: «Vero, ma nemmeno un vecchio: sono di quelli che sul tram vanno fatti passare avanti».

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