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La miscela esplosiva

È un riflesso ideologico antico: se vola una molotov, torna la nostalgia degli Anni di piombo

Riots and looting in Via Torino, where young protesters attacked shops and supermarkets and smashed windows, Milan, October 18, 2026 ANSA/MATTEO CORNER

Chi si meraviglia è fesso. Che Milano fosse una bomba a orologeria lo diciamo da anni. Ci chiamano fascisti, ma camicie e cappucci neri li indossano i teppisti e i loro difensori, quelli che scendono in piazza per Ramy e chiamano assassino un carabiniere che rischia la vita per salvare i loro figli da questa feccia. È un riflesso ideologico antico: se vola una molotov, torna la nostalgia degli Anni di piombo.

All’interno raccontiamo della rete vicina a Ilaria Salis, che suggerisce avvocati a chi finisce nei guai. È la sua specialità di fuggitiva dai processi: ne ha indicato uno persino a un cronista del Giornale che chiedeva come far uscire di galera un clandestino. Figuratevi che Italia immaginano costoro.

E se al disastro aggiungiamo la propaganda jihadista di El Koudri e compagnia, la miscela diventa esplosiva. Altro che sociologia dei maranza. Servono polizia, militari nei punti critici, processi e pene effettive. Ma tanto chi li manda in piazza sa che sono minorenni intoccabili. Una democrazia che ha paura perfino di chiamare delinquenti i delinquenti ha già alzato bandiera bianca. Anzi rossa.

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