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La Raggi stufa dei 5s verso il partito di Di Battista

L’ex prima cittadina è realmente allergica all’alleanza con il Partito democratico

La Raggi raddoppia lo stipendio al suo segretario

È insofferente da settimane. Ma questa volta Virginia Raggi, volto storico del grillismo della prima ora e già sindaco di Roma, sarebbe definitamente tentata di lasciare il M5S. Galeotta è stata la presentazione all’Auditorium della Conciliazione della campagna elettorale per il bis di Roberto Gualtieri in Campidoglio. Raggi non ha mai condiviso l’idea di avallare l’alleanza con l’attuale sindaco della Capitale. E non a caso ieri è stata l’unica consigliera comunale del M5S ha disertato il Gualtieri’s day. Assenza che è stata notata e che è stata interpretata a tutti livelli del Movimento in un solo modo: «Virginia è in uscita».

L’ex prima cittadina è realmente allergica all’alleanza

con il Partito democratico. «Virginia» ritiene che si debba tornare allo spartito iniziale del M5S, un movimento solo contro tutti che abbia come unico obiettivo quello di sparigliare e raccogliere tutti coloro che sono delusi dalle coalizioni di centrodestra e centrosinistra: da chi dice no alle armi a chi non vuole gli inceneritori. Ecco perché nelle ultime ore i contatti tra Virginia e Alessandro Di Battista si sarebbero intensificati. Raccontano di una serie di colloqui telefonici. Dibba è quasi pronto alla ridiscesa in campo con la sua creatura Schierarsi che nel giro di poco dovrebbe trasformarsi da associazione a partito politico.

In questo quadro Raggi potrebbe essere la punta di diamante del nuovo partito di Dibba, porterebbe in dote la sua popolarità

nazionale e soprattutto potrebbe balcanizzare i Cinquestelle a Roma e nel Lazio. Dibba in versione padre nobile del nuovo Movimento filogrillino e Raggi in modalità volto nazionale darebbero di sicuro filo da torcere al campo largo. A oggi l’ipotesi di un partito dibattistiano è quotata da Ipsos Doxa al 3 per cento. Ma nella lunga campagna elettorale la creatura di Dibba potrebbe addirittura accrescere i consensi. Anche perché il potenziale bacino di un contenitore antisistema supererebbe il 10 per cento. Così da rappresentare una vera spina nel fianco per Schlein e Conte

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