Il Paperone del Parlamento ha casa a Miami, la tessera di Fratelli d’Italia e un impero costruito sui mosaici di lusso. E non è uno dei soliti volti da talk show. Parliamo di Andrea Di Giuseppe, deputato eletto all’estero, che nella dichiarazione dei redditi presentata quest’anno ha messo nero su bianco una cifra da capogiro: 3.668.146 euro. Si tratta di un primato provvisorio le dichiarazioni del 2026, riferite ai redditi del 2025, non sono già state presentate da tutti i parlamentari ma per scalzare il meloniano serviranno numeri pesanti.
La sua storia non è quella del politico di professione, anche se la politica la mastica fin da ragazzo. Nato a Roma nel 1968, frequenta la sezione Trieste-Salario del Fronte della Gioventù. Poi arrivano la gavetta nell’azienda di famiglia, prima nei laboratori e poi negli uffici, il trasferimento al Nord e infine la partenza per gli Stati Uniti. In Florida segue i repubblicani. Nel 2022 viene eletto
alla Camera nella ripartizione America settentrionale e centrale con una lista sostenuta dal centrodestra. Nel tempo libero? Lazio, boxe e Lucio Battisti. Prima delle aule parlamentari, però, ci sono stati gli affari. E quelli continuano a pesare parecchio: dei quasi 3,7 milioni dichiarati, oltre 3,5 arrivano dagli Stati Uniti, mentre circa 93mila euro sono stati prodotti in Italia. Il segreto della fortuna? Mosaici, rivestimenti e clienti disposti a spendere per il lusso. Di Giuseppe possiede il 50 per cento del Trend Group, fondato nel 2000 insieme al suocero Pino Bisazza, morto nel gennaio 2025. Un’azienda che ha lasciato la propria firma in mezzo mondo: dai rivestimenti della torre alla Mecca alla pavimentazione floreale dell’auditorium del Louvre-Lens. E ancora ville, piscine e alberghi tra Emirati, Turchia, Stati Uniti e Regno Unito. A Miami c’è perfino un elefante gigante color oro realizzato a mosaico per lo zoo. Tra un cantiere e l’altro è spuntata anche la politica americana. Le commesse a Mar-a-Lago gli hanno
permesso di conoscere Donald Trump, aprendo contatti con il mondo Maga. Così Di Giuseppe è diventato negli anni un punto di contatto tra la destra italiana e quella trumpiana. Nel 2025 ha partecipato in Arizona ai funerali dell’attivista conservatore Charlie Kirk. E gli altri Paperoni? Al secondo posto c’è Giulia Bongiorno (Lega) con 2.544.622 euro, chiude il podio Giulio Tremonti (Fratelli d’Italia) con 1.881.693 euro. Poi gli autonomisti altoatesini Meinhard Durnwalder (599.885 euro) e Manfred Schullian (539.944), quindi l’azzurro Maurizio Casasco (488.857). Mancano ancora diverse dichiarazioni, comprese quelle di Antonio Angelucci, Matteo Renzi e del senatore a vita Renzo Piano, quindi la classifica può cambiare. Il dato curioso, intanto, è che la vetta non si trova a Roma: per cercarla bisogna attraversare l’Atlantico.
