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Landini resta segretario Cgil per usare la piazza alle elezioni

Si è fatto concedere una deroga alla scadenza del mandato sino al dicembre 2027

Il segretario nazionale Cgil Maurizio Landini all'iniziativa per la prima della due giornate milanesi organizzate per la nascita della Cgil avvenuta nel 1906 proprio nel capoluogo lombardo, Milano, 29 settembre 2026. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Fermi tutti. Maurizio Landini resta per altri 15 mesi al timone della Cgil. Non se ne va. Contrordine compagni: il «segretario maximo» non molla la poltrona. Landini, in scadenza dopo 8 anni alla guida del sindacato, si è fatto approvare in assemblea nazionale, nascosta nel politichese sindacale, una deroga che gli consentirà di restare incollato alla poltrona fino al 31 dicembre 2027.

Il mandato di Landini sarebbe terminato a inizio a gennaio. Resterà al comando fino a dicembre 2027. Quindi, attenderà l’esito delle elezioni politiche. Una furbata che servirà al capo del sindacato di mantenere il controllo delle piazze anti-Meloni nella campagna elettorale. Si parte già sabato 17 ottobre: «Saremo in piazza. Invito tutte le persone che non ne possono più, che non arrivano alla fine del mese, che chiedono una sanità pubblica che funzioni, i giovani che non vogliono andarsene dal nostro Paese e quelli che non riescono a studiare perché gli affitti sono diventati insostenibili» annuncia Landini.

La rivolta sociale continua. La mossa del capo della Cgil, accompagnata da nomine e incarichi per i fedelissimi, ratificati 4 giorni fa, fa storcere il naso all’ala anti-landiana che parla di «forzatura politica e formale che rischia di bloccare il ricambio per due anni». Naturalmente l’allungamento del mandato comporterà un esborso per le casse Cgil di 10 mensilità in più per il segretario generale, il cui compenso è nettamente superiore degli ex segretari. Ritornando al blitz. Il 23 e 24 luglio scorso in assemblea nazionale Landini ha chiesto l’approvazione di una mozione che «dilata i tempi per la stagione congressuale fino al mese di dicembre 2027».

Si legge nella deliberazione - «I lavori del Congresso Cgil verranno avviati nella seconda metà del 2026, per poi interrompersi a causa delle imminenti elezioni politiche e riprendere (con il voto degli organismi e dei Segretari) a fine 2027, dopo l’appuntamento elettorale». :Altra furbata di Landini: il voto per scegliere il suo successore avverrà all’indomani del voto per le politiche.

Il segretario, l’ispiratore delle piazze anti-Meloni, vorrà arrivare alla sfida contro Meloni con in mano il sindacato. Saldo con la struttura di propaganda da scaraventare contro l’esecutivo. Ovviamente, c’è l’altra opzione sul tavolo: il trasloco direttamente dalla poltrona di capo Cgil a parlamentare del campo largo. Senza vacatio. Ipotesi che però si è raffreddata nelle ultime settimane. Nel frattempo per mettere a tacere malumori sulla mossa, Landini il primo ottobre ha riunito la segreteria nazionale della Cgil distribuendo incarichi e nomine. Una tregua. Pino Gesmundo ha incassato la delega al Bilancio, tra le new entry in segreteria generale c’è Serena Sorrentino, papabile per il dopo Landini, che porta a casa la gestione della delega alla contrattazione per i dipendenti pubblici. Michele De Palma, in arrivo dalla Fiom, sbarca in segreteria nazionale e dovrà occuparsi di politica industriale. Landini prepara altri 15 mesi di lotta e di governo dal timone della Cgil.