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Interni

L’attentato dei misteri

La verità di Tavares su Ranucci: “Ho tante cose da dire sul caso”

Lavitola si pente: "Spero che questa vicenda non rovini la vita a Ranucci"

«È meglio che non dica niente, ma vorrei tanto aiutarvi, solo che non posso parlare, il mio legale non vuole». Sono queste le parole che Gomes Clesio Tavares, raggiunto telefonicamente in Camerun da Il Giornale, usa per rispondere circa il suo presunto rapporto con Sigfrido Ranucci.Tavares, tornato in Africa grazie all’aiuto del suo «boss» Valter Lavitola subito dopo l’attentato contro il giornalista, sottolinea come le sue intenzioni siano delle migliori: «Voglio dire tante cose, ma parlerò solo con l’amministrazione giudiziaria», aggiunge. Perché questa è stata l’imposizione del suo avvocato. La nota positiva, però, sta nel fatto che la sua voce non sia timorosa.Anzi, sembra proprio quella di chi non ha voglia di sottrarsi nel fornire gli elementi chiave di cui è in possesso. Partendo, anche, dal tipo di rapporto professionale che aveva con il suo datore di lavoro. Era realmente assunto dalla società di Lavitola? Quale tipo di contratto li legava? E, soprattutto, chi è che li ha messi in contatto? Il suo non è certo un ruolo marginale: è colui che ha assoldato la banda dei quattro esecutori materiali oggi in carcere ed è al contempo legato da circa un decennio al faccendiere. È infatti altamente probabile che le recenti rivelazioni de Il Giornale circa la vicinanza tra Ranucci e Tavares (il giornalista e il faccendiere avrebbero parlato di lui nelle loro conversazioni antecedenti l’attentato) possano trovare riscontro dall’analisi effettuate dai carabinieri sui dispositivi sequestrati a Lavitola. Ma Ranucci e Tavares, oltre a conoscersi l’un l’altro grazie all’amico in comune, si sono mai incontrati? Sotto la lente di ingrandimento ci sarebbero due cene che si sarebbero svolte tra il 2024 e il 2025 a casa del giornalista di Report a Campo Ascolano (Pomezia).Ma c’è poi anche una terza data da cerchiare sul calendario, quella di settembre 2026, quindi circa un mese prima dell’attentato. Circostanza durante la quale Lavitola è stato intercettato nei pressi dell’abitazione di Ranucci. Ma in quel caso Mr Report non sarebbe stato presente in casa.Il lavoro degli inquirenti parte dal rapporto tra Lavitola, l’ex direttore de L’Avanti e titolare del ristorante Cefalù a Monteverde, accusato di essere il mandante dell’attentato contro Ranucci, e Gomez Tavares, ritenuto dalla Procura di Roma il reclutatore della manovalanza accusata di aver piazzato materialmente la bomba.Il faccendiere ha spiegato che Gomez Tavares, oltre a essere un suo dipendente al ristorante, svolgeva anche la mansione di autista. E quindi c’è chi non esclude che proprio in occasione delle due cene a Campo Ascolano tra Ranucci e Lavitola, sia stato proprio Gomez Tavares ad accompagnare (magari fermandosi) l’ex direttore de L’Avanti all’abitazione di Mr Report.Anche nel terzo caso, quello di settembre 2026, quando Lavitola viene intercettato all’esterno dell’abitazione di Ranucci, si ipotizza la presenza di Tavares a Campo Ascolano. A dar supporto a questa ipotesi c’è il sopralluogo effettuato proprio dal camerunese con i quattro esecutori dell’attentato una settimana prima dell’episodio dinamitardo. E sarebbe stato proprio Gomez Tavares, che evidentemente conosceva bene l’abitazione di Ranucci, a indicare ai suoi uomini quali fossero l’auto e l’abitazione del giornalista sette giorni prima della spedizione. Tavares ha dichiarato alla stampa di esser pronto a rientrare in Italia il prossimo 5 agosto. Il suo ritorno, se confermato, potrebbe aiutare gli inquirenti a chiarire i suoi eventuali contatti con Ranucci, fornendo ulteriori elementi a corredo di un disegno sempre più in via di definizione.


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