Il lavoro non c'è? Me lo invento così

Contro la crisi è boom di brevetti e start up. Serve talento, ma non solo: ecco come si fabbrica l'idea giusta

Il lavoro non c'è? Me lo invento così

Il bisogno, si sa, aguzza l'ingegno. E in Italia, che la palma di capitale mondiale della creatività se l'è conquistata da tempo, questa vecchia regola funziona ancora meglio. Così con la crisi economica che allontana il miraggio di un impiego certo, e che condanna sempre più cittadini alla disoccupazione, sono molte le persone che stanno mettendo il proprio talento al servizio di un'idea imprenditoriale. Molto spesso vincente.
Ma naturalmente, le difficoltà economiche non affliggono solo il nostro Paese. Prova ne è il fatto che anche negli Stati Uniti molti giovani talenti sono riusciti a trasformare una semplice intuizione in un'operazione commerciale. Idee semplicissime in qualche caso, rivoluzionarie in altri. Ma come hanno fatto? Se l'è chiesto il Wall Street Journal che, partendo da esempi concreti, ha stilato un vero e proprio decalogo per mettere a frutto l'intuizione perfetta. Dieci regole che, se seguite, potrebbero aiutare qualcuno a replicare la fortuna di mostri sacri come Mark Zuckerberg o Steve Jobs. Si va da raccomandazioni tipo «pensa sempre in grande» alla considerazione che «non si è mai troppo vecchi». Deve averla pensata proprio così Luigi Ferrari, 65 anni, pensionato, e una vita passata nei reparti della Siai Marchetti di Sesto Calende (Varese) come tecnico. Un bel giorno, studiando come si muove il giaguaro ma anche la tecnica di arresto degli sciatori, ha avuto un'idea: sviluppare un sistema frenante di ultima generazione che consenta a una macchina di fermarsi in uno spazio inferiore del 30 per cento rispetto a quello necessario oggi. Ci sta lavorando da dieci anni e, adesso che finalmente ha catturato l'attenzione generale, spera di sfondare vendendo il suo brevetto alle case automobilistiche di tutto il mondo. E grazie a un'altra invenzione la crisi è solo un lontano, e orribile, ricordo anche per l'ingegnere trentino Camillo Lanzinger, 43 anni. Licenziato in tronco da una multinazionale ha reagito mettendosi a pensare. E così ha inventato un tecnologico letto-culla che agevola il lavoro dei medici quando un malato non può essere spostato. E che adesso è tutelato con un brevetto europeo.
E sono proprio i numeri dei brevetti registrati in Italia a mettere in rilievo come quello delle invenzioni sia un fenomeno in crescita. Nel corso del 2012 sono state 4.610 le domande di brevetto depositate, mentre quelle di marchi sono state 28.423. Particolarmente attive, in questo senso, sono regioni come la Lombardia (1.373 richieste), l'Emilia Romagna (699) e il Veneto (644). Le città più creative sono, invece, Milano (1.157 domande presentate), Torino (580) e Bologna (360). Ed è stata proprio un'invenzione rivoluzionaria a trasformare un ex disoccupato romano in un imprenditore di successo. Lui si chiama Marcello Antonelli, ha 56 anni, e grazie all'uso di un particolare laser è riuscito a creare tessuti che sembrano di pelle ma in realtà sono fatti di legno o cartone. E che, proprio per la loro originalità, stanno attirando l'attenzione delle aziende di mezza Europa. A spingerlo a mettersi in gioco è stata la disoccupazione, arrivata come una scure quando era in età già avanzata. Così, spinto dal bisogno di assicurare un futuro a sua figlia Marta, designer, ha creato una start up che in poco tempo è diventata un'azienda che comincia a esportare in tutto il mondo.
E poi ci sono Pietro Saccomani e Alvise Susmel. Due trentenni padovani che vivono a Londra dove hanno creato l'azienda di sviluppo software 50Pixel. Proprio qui hanno messo a punto Locker, un'app che aiuta gli insegnanti a gestire meglio le classi. I risultati non si sono fatti attendere, tanto che l'applicazione ha vinto il premio come migliore applicazione web all'Hackathon, concorso per software web al Google Camp di Londra.

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