Nel 2021 scalpitava per correre, sperava che il sindaco Beppe Sala rinunciasse al bis e alla fine il Pd Pierfrancesco Maran scontò il suo movimentismo. Sala lo confermò assessore ma togliendoli l’urbanistica e lo accompagnò gentilmente a prendere la via di Bruxelles. Eurodeputato dem, sponsor delle primarie e del candidatura di Mario Calabresi, Maran ha ora prodotto un libro - «La missione di Milano», distribuito gratis da ieri alla Festa dell’Unità - con 20 proposte concrete che potrebbero tranquillamente diventare un anticipo di programma elettorale per chi verrà, magari proprio per l’ex direttore di Repubblica e di Chora Media. La giunta Sala ha fallito sulla gestione delle piscine comunali. «L’acqua da vivere è uno dei temi su cui cambiare marcia» scrive, «la città non ha ottenuto i risultati sperati non riuscendo a riaprire i Navigli e avendo un problema significativo sulle piscine». Propone, tra i 20 punti, piscine temporanee, modulari, «da realizzare in un paio d’anni, una per Municipio». L’affidamento del quartiere popolare di San Siro (oggi gestito da Aler) a Principia, la vecchia Arexpo. Un nuovo «passantino» ferroviario che «liberi la parte est tra Lambrate e Rogoredo». Più licenze taxi e Ncc e Milano come area test della guida autonoma. Un grande piano per le fognature. Una centrale solare «diffusa», utilizzando tutti i tetti pubblici idonei, per raffrescare gli edifici. La «Family Card» per i neo genitori: bus gratis per 12 mesi, esenzione da Area C e dal pagamento delle strisce blu, voucher per i taxi. Una nuova società per attuare il piano casa. Meno AirBnb (modello Barcellona) e più hotel e residenze «anche di fascia media e popolare». E come a Londra, un «Milano Living Wage», un salario minimo ad adesione volontaria per le aziende. E più poteri alla Città metropolitana, con elezione diretta del supersindaco.

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