Una battutina, che volete che sia. «Come è il proverbio? Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio. E io dico: attenti alle bombe degli amici». E giù risate sul caso Ranucci, «una storia tutta da capire» che sembra intrigare molto Ignazio La Russa. Il ruolo istituzionale, la figura super partes, però insomma, «una battuta ogni tanto me la consentite». Del resto il presidente del Senato durante la cerimonia del Ventaglio appare euforico, perché grazie alla «mia attitudine alla mediazione» è riuscito a eliminare due trappole sulla strada del governo. La prima è sulle intercettazioni: l’emendamento Fdl per estenderle sarà giudicato inammissibile. La seconda sulla legge elettorale, che verrà messa in calendario a settembre, rinviando così lo scontro sulle preferenze.
Anche qui La Russa punta sul negoziato. «Trovare posizioni che non accontentano
nessuno ma siano accettabili per tutti è il cuore della democrazia». Intanto «da entrambe le parti c’è soddisfazione a mantenere questo livello di scontro, per protestare da un lato e andare avanti senza opposizione dall’altro». Le preferenze hanno pro e contro. Si troverà una sintesi. Difende pure la norma sui maranza. «Da avvocato escludo che i 14enni verranno automaticamente imputati. Spetterà al magistrato, non alla politica o alla Meloni, stabilire se i minori andranno a processo». Poi disinnesca un’altra mina, il ricorso dei soldi europei del Safe per la difesa che già ha fatto litigare Tajani e Salvini. «Già a suo tempo Crosetto e Giorgetti hanno chiesto di attingere al fondo senza parlare di cifre. Non mi pare un dramma, è la normale procedura». Così come normale, spiega, l’ipotesi di un capo dello Stato di destra. «Perché dovrebbe essere un tabù? Abbiamo accettato totalmente la Costituzione, io sono disposto a combattere per difendere la prima
parte sui diritti». Quanto a Giorgia «non ci sta pensando», anche se «piacerebbe a gran parte della sinistra».
Nel frattempo è arrivato un generale. «Stia attento a definirsi la vera destra, non porta bene dirlo». E cita Rauti, Storace, Casa Pound che si sono «bruciati con la fiamma». Tra l’altro Vannacci «fa un clamoroso errore» a contestare il femminicidio. «La destra ha sempre rispettato le donne. Bisognava creare un reato tipico, un messaggio, visto l’alto numero di uccise». Sbaglia pure su Roggero. «Non può essere legittima difesa, semmai si può cambiare l’eccesso colposo». Chiusura su Mancini «Da subito ho detto che l’avrei voluto ct della Nazionale». Parola di tifoso, «tra i Ventagli ho incorniciato pure la maglia dell’Inter».
